7.0
- Band: VULTURE INDUSTRIES
- Durata: 00:50:46
- Disponibile dal: 10/09/2007
- Etichetta:
- Dark Essence Records
- Distributore: Masterpiece
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“Avantgarde black metal” è un’etichetta piuttosto strampalata e di natura controversa eppure ci sono alcuni album, tra cui “The Dystopia Journals” dei debuttanti Vulture Industries, ai quali solo un’etichetta simile sembra poter star bene. In passato un album famoso e particolare come “La Masquerade Infernale” poteva essere benissimo definito come “Avantgarde black metal”. I Vulture Industries, come i loro connazionali Arcturus, hanno un animo teatrale che riversano nella musica senza mezze misure ed anche il cantato guardacaso ricorda assai quello di Garm, singer proprio su quel CD degli Arcturus. In verità di black metal nei Vulture Industries c’è poco o per meglio dire niente, piuttosto troviamo un extreme metal assai sofisticato, intriso di intricate partiture death metal-oriented con diverse soluzioni che portano i nostri a sconfinare nel progressive o persino in quell’area sperimentale ancora indefinibile nella quale da anni si trovano band talentuose e particolarrissime come i Solefald (tanto per citare un’altra band norvegese partita dal black metal ed emigrata verso altre dimensioni sonore). Non c’è nemmeno il cantato screaming, di cui però un po’ si sente la mancanza, ma solo le clean vocals, tanto per togliere ogni dubbio sulla pochezza di elementi black metal presente nei Vulture Industries. E allora perché definirli come “Avantgarde black metal”? Perché il background musicale della band non può che essere questo anche se nel loro debut questi norvegesi hanno già saputo metabolizzare le radici sonore ed evolverle in un qualcosa di diverso, ma ciò non sarebbe stato possibile se la band fosse nata come death o thrash metal band. Date un’occasione all’ennesima band coraggiosa norvegese, che partendo dalle ormai noti radici sonore estreme è riuscita a crearsi uno spazio particolarissimo ed intrigante.
