VULTURE INDUSTRIES – The Tower

Pubblicato il 27/11/2013 da
voto
6.0
  • Band: VULTURE INDUSTRIES
  • Durata: 00:54:27
  • Disponibile dal: 27/09/2013
  • Etichetta:
  • Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

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I norvegesi Vulture Industries sono in giro addirittura dagli anni Novanta, anche se allora si facevano chiamare Dead Rose Garden, e in un qualche modo questa loro eredità dominata da umori “alternative” novantiani un tantino si sente. La proposta dei Nostri in realtà è affine ad altri loro compatrioti come gli Shining (sentire trombe e sax e altri fiati sparpagliati in tutto il lavoro conferma l’analogia), i Motorpsycho (grazie ad umori space-rock e prog tutt’altro che velati), così come anche Arcturus, per via di prominenti inclinazioni black metal un tantino barocche e altamente contaminate, e ovviamente Ulver. Il platter proposto insomma è uno di quelli in cui una spiccata vena rock and roll-barra-hard rock dai tratti quasi pop si mischia in maniera ambigua e obliqua con umori più oscuri, sperimentali e di estrazione avantgarde. Le canzoni non sembrano seguire un filo logico univoco ma tendono invece a spaziare e divagare in continuazione saltando da un genere all’altro senza mai perdere di vista però il loro lume stilistico sommo, ovvero quello di una melodia di puro stampo grunge. Durante l’ascolto vengono infatti in mente addirittura parallelismi improbabili con band culto della scena grunge USA degli anni Novanta come For Not Love Lisa, i Tool di “Undertow” e, soprattutto i Melvins del periodo Atlantic, scopiazzati spudoratamente tramite una delivery vocale che a volte pare un plagio sfacciato dello stile nasale e riottoso di King Buzzo, seppur con umori ben più pomposi e melodici nel caso dei norvegesi. Altri momenti più malinconici e dal feel più dannato possono ricordare altre entità nordiche affini che hanno fatto del metal ancestrale dei Bathory e del primo heavy degli Iron Maiden un affare molto introspettivo e intimista, vedasi i casi Solstafir e Hexevessel, anch’essi qui citati in maniera più che velata proponendo uno stile di heavy metal possente e riottoso ma dominato da intimismo, introspezione e riflessività. Il costante saltellare dei Nostri tra un genere e l’altro e la loro patologica inclinazione a non trovare mai una strada maestra genera però in ultima istanza un senso di volatilità nel lavoro perennemente palpabile, e a tratti il loro mondo stilistico appare troppo chiuso e autoreferenziale, a volte anche completamente strampalato. Forse questa band è troppo avanti per essere pienamente capita, forse è semplicemente tropo eccentrica per essere inquadrata o è semplicemente confusa, fatto sta che l’ascolto è a tratti esaltante, a tratti confusionario e molto più spesso bizzarro e dunque non sempre godibile.

TRACKLIST

  1. The Tower
  2. Divine - Appalling
  3. The Hound
  4. Blood on the Trail
  5. The Dead Won't Mind
  6. A Knife Between Us
  7. The Pulse of Bliss
  8. Sleepwalker
  9. Among Liars
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