VULTURE LORD – Desecration Rites

Pubblicato il 21/07/2021 da
voto
6.5
  • Band: VULTURE LORD
  • Durata: 00:38:20
  • Disponibile dal: 15/07/2021
  • Etichetta:
  • Odium Records

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Attivi dagli anni ’90 nell’ambito di un black-thrash decisamente primordiale ma non per questo meno nobile di altre divagazioni più o meno raffinate, i Vulture Lord, in questo 2021, portano alla nostra attenzione il loro secondo full-length intitolato “Desecration Rites”. La storia travagliata della band, dopo il primo album del 2003 (“Profane Prayer”) si interrompe nel 2012 quando il fondatore e chitarrista Trondr Nefas fu trovato morto. La band attuale, tra cui annoveriamo il chitarrista Malphas, da un lustro circa nei Carpathian Forest, è di fatto formata da soli membri non presenti nella formazione originale, eccezion fatta per il vocalist, Sorath Northgrove, attivo al microfono dei Vulture Lord dal lontano 1995; i brani, ad ogni modo, sono tutti stati scritti dal defunto Trondr Nefas, e dunque a modo suo questo “Desecration Rites” può essere visto come una sorta di tributo a lui rivolto.
Veniamo alla musica: il black-thrash qui proposto è piuttosto minimale, dove le influenze ottantiane sono davvero molto forti (Kreator e Destruction della primissima ora nel riffing, ma soprattutto Sodom), ed è sicuramente debitrice di nomi quali Celtic Frost (in alcuni momenti in maniera lampante) e anche qualche momento che ricorda persino i Sepultura (la closing track ne porta segni molto evidenti nel main riff). Non stiamo parlando dunque di un proto-black volutamente mal prodotto e di sola brada violenza, bensì di un disco che sembra più guardare al thash-death che non magari ai Mayhem o ai Darkthrone, benché non manchino copiosi blast-beat e passaggi sullo stile dei primi dischi di questi (potremmo metterci anche gli Immortal).
Non c’è mai un calo in “Desecration Rites”, si va ai duecento all’ora per tutto il disco e dopo un po’ la cosa rende il lavoro abbastanza piatto, le dinamiche sono abbastanza risicate e in quei frangenti in cui appaiono sono comunque nei ranghi di una scuola sicuramente nota agli ascoltatori più scafati. Insomma, un disco abbastanza stereotipato, con alcuni momenti molto spinti sul versante thrash (ascoltare “The Vulture Lord” per credere) in un’orgia di velocità e violenza che fa molto anni ’80, ma quanto meno in maniera genunina e passionale; un disco che sicuramente piacerà agli amanti del genere, ma finirà per stancare gli ascoltatori un po’ più esigenti.

TRACKLIST

  1. Glorification of the Dethronation
  2. Bloodbound Militia
  3. Stillborn Messiah
  4. The Vulture Lord
  5. Diabolical Intervention
  6. Prepare the Coffin
  7. Beneficial Martyrdom
  8. Burning the Kingdom of God
  9. Perverting the Bible
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