VULVODYNIA – Praenuntius Infiniti

Pubblicato il 20/09/2021 da
voto
7.5
  • Band: VULVODYNIA
  • Durata: 00:56:52
  • Disponibile dal: 17/09/2021
  • Etichetta:
  • Unique Leader
  • Distributore: Audioglobe

Che da diversi anni a questa parte la Unique Leader abbia a cuore le sonorità più groovy e pachidermiche dello spettro death metal non è certo una novità, visto il profluvio di band slam e death-core messe sotto contratto e prontamente seguite da una fetta assai nutrita di giovani ascoltatori in tutto il mondo. Il problema è che per ogni Ingested e Katalepsy, realtà solide e dalle discografie rispettabilissime, l’etichetta americana è solita estrarre dal cilindro (si fa per dire…) almeno un paio di gruppi ben oltre le soglie del buon gusto e dell’accettabilità; gente a cui il concetto di dinamismo deve ancora essere spiegato e per cui una canzone, solitamente, non è altro che un susseguirsi di pause e stacchi asfittici in vista di qualche breakdown da encefalogramma piatto. Distant, Korpse, Mental Cruelty, Osiah… e l’elenco potrebbe tranquillamente continuare.
Tutta questa premessa per dire che non riponevamo molta fiducia nei confronti del comeback discografico dei Vulvodynia, realtà sudafricana balzata agli onori della cronaca sia per le proprie origini ‘esotiche’, sia per una proposta a dir poco ignorante e gutturale, sviluppata nell’arco di svariati EP, full-length e split che nel tempo le hanno permesso di scalare le classifiche di preferenza e partecipare ad happening di un certo peso come il Brutal Assault o il Party.San.
E invece, superiore ai nostri pregiudizi e ad una presentazione grafica cafonissima, il sestetto legittima l’hype nei suoi confronti con un’opera sì inquadrabile al 100% nel suddetto filone, ma che non per questo intende fare dell’oltranzismo fine a se stesso e della standardizzazione dei contenuti le proprie fondamenta. Un cocktail energico e virulento che parte dagli insegnamenti dei maestri Dying Fetus e Despised Icon per poi andare a sondare forme più moderne di estremismo sonoro, mettendo sul piatto una gamma di soluzioni ora lerce e abominevoli, ora snelle e – udite, udite – epiche, all’interno delle quali la melodia riesce ad emergere agevolando non poco lo scorrere della (lunga) tracklist. In effetti, pur peccando di una certa sovrabbondanza, non si può dire che l’ascolto di “Praenuntius Infiniti” arrivi mai effettivamente a noia, complici le variazioni sul tema dispensate fin dalla doppietta “The Shadowy Descent of Gaia”/”Eternal Wasteland of Galaxies” e la freschezza di buona parte dei riff e delle soluzioni ritmiche, a cui poi si affianca una vocalità eterogenea e spontanea rinvigorita dagli interventi di Oliver Rae Aleron (Archspire), Matti Way (ex Disgorge) e Jawd James (Disentomb).
In definitiva, un disco perfetto per la palestra e per il rientro al lavoro dopo le ferie estive, la cui potenza è seconda sola al divertimento e alla cura per i dettagli emanati da certe trame. Se siete soliti sguazzare nel groove, se il suffisso -core in ambito death metal non vi fa alzare il sopracciglio, è giunto il momento di concedere un ascolto a questi ragazzi.

TRACKLIST

  1. Praenuntius Infiniti
  2. The Shadowy Descent of Gaia
  3. Eternal Wasteland of Galaxies
  4. Praenuntius Ascends
  5. Banquet of Enigmatic Horrors, Pt. 1: Terror
  6. Banquet of Enigmatic Horrors, Pt. 2: Agony Whispers of Calamity
  7. The Seven Judges
  8. Ravenous Revolution
  9. A Cosmic Betrayal
  10. The War Within
  11. Forging the Deity Crusher
  12. Funeral ov the Gods
  13. Deicidal Finality
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