WAGE WAR – It Calls Me By Name

Pubblicato il 09/04/2026 da
voto
7.5
  • Band: WAGE WAR
  • Durata: 00:15:30
  • Disponibile dal: 17/04/2026
  • Etichetta:
  • Fearless Records

Ci hanno abituati un po’ a tutto i Wage War, partendo dal classico metalcore melodico di stampo americano a transizioni moderne ed ibride (“Pressure”, 2019) per poi sbizzarrirsi sempre di più nei dischi successivi (“Manic”, 2021 e “Stigma”, 2024) incorporando non solo elementi nu metal ed alternative, ma anche influenze r&b e country.
Trovarci davanti a un brano sporco, ignorante ed aggressivo oltre ogni limite come il primo singolo “Song of the Swamp” – in cui la band invoca il deathcore con parti di chitarra ignoranti e convulse, un groove malefico e delle voci luride – ci ha fatto letteralmente volare, cancellando anni di melodie zuccherose e brani costruiti per le radio rock commerciali statunitensi.

Ci siamo dunque approcciati a questo EP di cinque brani fregandoci le mani, sperando onestamente in uno sfogo – almeno momentaneo, in questo momento molto favorevole alle sonorità deathcore ed ignoranti – di questa ultraviolenza che il quintetto di Ocana, Florida, è tanto abile a produrre.
“It Calls Me By Name” però non è esattamente questo, o almeno lo è solo in parte. Ascoltandolo, è chiaro come sia slegato dal percorso evolutivo del gruppo: essendo una raccolta di canzoni non connesse tra loro e senza un concept preciso, che fotografa una band molto versatile e ne dimostra le notevoli capacità di scrittura nei diversi campi in cui si cimenta.
“4×4” è un ottimo brano nu metal, con voci schizzate e riff pazzerelli che fanno muovere la testa, poi si passa a “Blindfold” e sembra di ascoltare una band completamente diversa in un brano ultra-melodico che progredisce dall’elettronica al metalcore, nell’abusato ma efficace playbook di Bring Me The Horizon ed Architects. “Karma” è industrial, scatenata e ultramoderna, gioca sui contrasti e sul mix schizofrenico di generi, ma nel suo collage convulso è molto divertente. “Purify” chiude con la stessa grande ignoranza con cui si è aperto, tra panic chords, aggressività sfacciata e un pig squeal di quindici secondi che ci rimanda nelle paludi, dritti nelle fauci di un coccodrillo.

Con tutta probabilità Briton Bond (frontman e cantante) e Cody Quistad (co-leader creativo e principale songwriter) non erano nella giusta fase o nello stato mentale corretto per partorire un nuovo disco del gruppo e hanno deciso, come accade sempre più spesso, di pubblicare tracce vecchie e nuove come semplice affermazione del loro stato dell’arte: questo EP racconta chiaramente che i Wage War ci sono, sanno scrivere pezzi gustosissimi ed esprimersi in vari linguaggi interconnessi, continuando a svettare in una scena movimentata ed in continua evoluzione come quella metalcore.
Una scelta onesta, dopotutto, ed anche apprezzabile vista la qualità dei pezzi di questa raccolta, senza indecisioni e dritta al punto, come molti progetti ben più ambiziosi non riescono ad essere di questi tempi.
Bravi Wage War, ora avete la scusa per un nuovo tour dalle nostre parti.

TRACKLIST

  1. Song of the Swamp
  2. 4x4
  3. Blindfold
  4. Karma
  5. Purify
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