7.0
- Band: WAKING THE CADAVER
- Durata: 00:26:48
- Disponibile dal: 22/10/2021
- Etichetta:
- Unique Leader
- Distributore: Audioglobe
Non erano magari in tantissimi a sentirne la mancanza, ma i Waking The Cadaver sono tornati con un nuovo album, il primo dopo la reunion avvenuta nel 2018. I death metaller statunitensi, fra i primi a popolarizzare un ibrido slam/death metal/deathcore grazie alla piattaforma Myspace attorno al 2006/2007, non hanno sempre goduto dei massimi favori della critica, tuttavia, con tre full-length e un quarto ora in uscita, si sono certamente rivelati più concreti e produttivi di tanti altri fenomeno esplosi in quello stesso strano periodo. Di conseguenza, anche se oggi buona parte del loro vecchio pubblico sarà probabilmente passata ad altro, non è il caso di sottovalutare a prescindere il ritorno della band originaria del New Jersey, che con “Authority Through Intimidation” non cambia di una virgola il suo approccio stilistico, dimostrandosi perlomeno coerente nella sua tendenza a creare linguaggi ibridi nel grande mondo della musica estrema. Se nei primi lavori il mix illustrato nell’incipit si ergeva spesso in maniera roboante e grossolana, il nuovo album, grazie all’ingresso in line-up di un batterista di alto livello come Marco Pitruzzella (Six Feet Under, ex Brain Drill, ex The Faceless), opera in maniera leggermente più ordinata, ma non per questo meno ignorante. Breakdown, “slammoni” e tutto quel corollario di attitudine urbana/villana caro alle menti del progetto vengono qui rielaborati e interpretati all’interno di strutture un filo meglio organizzate, dove i cambi di tempo appaiono più fluidi e certe digressioni groovy meno improvvisate o ridondanti. Certo, in alcune circostanze, più che una death metal band dalle influenze hardcore, i Waking The Cadaver tuttalpiù sembrano gli interpreti di un metal-core hatebreediano iper pompato, ma a, a ben vedere, il loro è un target di pubblico che solitamente ha piacere nel riscontrare un’indole così gradassa alla base della proposta. Non è quindi un caso che “Authority…” a tratti sembri quasi la colonna sonora di una passeggiata in certi malfamati sobborghi cittadini, attraversando strade capaci di suscitare ricordi duri e una sensazione di pericolo. Un disco in cui a colpire non sono tanto le singole canzoni, quanto l’impatto complessivo di una mezzora scarsa di musica capace di strappare sorrisi per la sua spiccata insolenza. In attesa del ritorno dei più abili e quotati Vomit The Soul, “Authority Through Intimidation” torna a farci riassaporare un modo di intendere il death metal oggigiorno poco sfruttato.
