7.0
- Band: WALLS OF BABYLON
- Durata: 00:50:23
- Disponibile dal: 13/04/2018
- Etichetta:
- Revalve Records
La band dell’anconetano ci ripropone la propria visione di progressive metal contaminato da sonorità power: questo lavoro è un condensato di capacità e carisma, caratterizzato da un’ottima varietà di stile e di atmosfere intimistiche. Durante l’ascolto ci si imbatte in sezioni ambient molto evocative, passaggi tecnici di qualità, ben dosati in sostanza e gusto, oltre che a delle liriche coinvolgenti e trascinanti; infine, non mancano nemmeno momenti con più brio e mordente. I vari elementi vengono sempre giostrati con cura dalla formazione, anche grazie all’utilizzo sapiente di sequenze e tastiere arrangiate in maniera da creare momenti di piacevole sospensione all’interno dei brani, come nella parte antecedente la sezione strumentale di “Treason”. Talvolta, invece, per dare quella pennellata d’enfasi e di modernità ad alcuni riff come nell’intro di “My Disguise”. Modernità rilevabile anche nelle sezioni ritmiche caratterizzate da geometrie irregolari, mai esasperate od esasperanti, in grado di soddisfare i palati più affamati di sfoggi di tecnica senza, tra l’altro, far perdere il filo conduttore tra i variegati brani dell’album creando un piacevole coinvolgimento nell’ascoltatore per tutta la durata del full-length. Non mancano momenti più votati ad un sound maggiormente incisivo e lineare in cui, oltre alla qualità del suonato, si possono apprezzare le capacità dietro al microfono di Valerio Gaoni. Durante la sua performance riesce a esprimere delle tonalità calde ed avvolgenti come nel singolo “Let Me Try”; bellissimo brano che ha fatto balzare i ricordi all’epoca dei Vision Divine di “Stream Of Consciousness”, oltre che a fornire interpretazioni più graffianti e d’impatto quali “Sacred Terror” e “Burden”. In quest’ultima, durante i passaggi più coinvolgenti, s’insinua un piacevole riachiamo alle sonorità Blind Guardian d’inizio millennio. Durante i cinquanta minuti di questo “A Portrait Of Memories” il quintetto si è dimostrato in grado di suscitare svariati stati d’animo creando un’ altalena emotiva dal lieto pendolìo che si ferma dolcemente sulle note di “My Heaven”. Brano che chiude il lavoro e in cui sarà impossibile, anche per i più duri e crudi, non essere travolti dal calore dell’interpretazione di questa ballata. I Walls Of Babylon, al secondo album, hanno espresso un lodevole songwriting dando l’impressione d’ esser in grado di prendere i connotati delle strutture, superficialmente semplici, dei brani power-oriented per stiracchiarli, modificarli e somontarli per poi ricomporli a loro immagine e piacimento arricchendole di lineamenti progressive suggestivi che donano una godibile, ma soprattutto, riconoscibile linea stilistica. Ottimo lavoro.
