7.0
- Band: WALLS OF JERICHO
- Durata: 00:35:07
- Disponibile dal: 24/02/2004
- Etichetta:
- Trustkill Records
- Distributore: Universal
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Non si parla di Wrestling WWE né del power speed metal degliHelloween:”All Hail The Dead”, sophomore release dei metalcorer Wallsof Jericho, è un album serio, uno dei più accostabili del catalogoTrustkill all’attitudine hardcore cruda e pura. Rispetto, forza,credibilità, attitudine sono caratteristiche che emergono sin dal primoascolto, portando alla memoria ale orecchie più affezionate a talisonorità molte reminescenze dell’hardcore metallizzato anni ’90, daiMadball (forse una delle band più sottovalutate al globo) agli Slayerdi Undisputed Attitude. Il primo impatto è spiazzante per la presenzadi Candace, energica e validissima front-woman, tanto gradevole nel suoaspetto da “Suicide Girl” (ma nemmeno troppo, non aspettatevi unaconiglietta) quanto minacciosa e perentoria con in mano un microfono,100% hardcore attitude, straight edge e tattoo in evidenza suilineamenti muscolosi. Il primo impatto giova in maniera molto positivaa favore del gruppo soprattutto per la inconsueta scelta del singer, masorpassato l’impatto iniziale ci si accorge che c’è ben poco difemminile nella proposta musicale: il gruppo giustamente non puntaesclusivamente sulla frontwoman ma si dedica alla musica totalmente:uomo o donna, c’è poca differenza in sostanza, l’obiettivo ètrasmettere il messaggio di onestà e positività ai kid. Moltiriferimenti old school dicevamo, tutti i cliché dell’hardcore, comunquenecessari per l’appartenenza al genere (per i rispettivi estimatori unbuon album hardcore è come riguardare “Star Wars” più e più volte, èbello anche nella sua ripetitività) con l’aggiunta di una produzioneeccellente: in risalto rispetto al debut è soprattutto l’ottimo lavorodel drummer Alexei Rodriguez per potenza e precisione. Partendo daterritori già esplorati (“All Hail The Dead”,”There’s No I In FuckYou”)il livello qualitativo sale nel cuore dell’album, le tracce tra laquarta e l’ottava infatti esprimono al meglio tutto ciò che fa emergerei Walls of Jericho dall’anonimato, “Another Anthem For TheHopeless” e”Revival Never Goes Out Of Style” su tutte, con quei cori e quellesporadiche clean vocals che si uniscono alla struttura classica evincente. Qualche riempitivo qua e là allontana il lavorodall’eccellenza, ma è interessante sapere che una ragazza possaspazzare via l’80% delle band hardcore del pianeta.
