WALTARI – Rare Species

Pubblicato il 11/05/2004 da
voto
5.0
  • Band: WALTARI
  • Durata: 00:59:52
  • Disponibile dal: /04/2004
  • Etichetta:
  • Vindauga Music
  • Distributore: Andromeda
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Recensire l’album in questione, per chi scrive, non è stato affatto facile e il perché vi è subito spiegato: i finlandesi Waltari sono sulle scene dal 1986 (sebbene il loro primo full-length, “Monk Punk”, sia datato 1990), hanno all’attivo una valanga di pubblicazioni, partecipazioni e tour vari, e, infine, sono piuttosto conosciuti in buona parte d’Europa, soprattutto in Scandinavia, nell’area germanica e nelle nazioni dell’Est; sfortunatamente per loro, qui in Italia non hanno mai sfondato e, difatti, il loro nome era perso, seppur presente, nei meandri della memoria del sottoscritto, il quale si presenta all’appuntamento “recensitivo” totalmente all’oscuro di ciò che i Waltari suonino; e da qui la difficoltà iniziale. Ebbene, si può finalmente dire, ora, almeno riferendoci al qui presente “Rare Species”, che i Waltari propongono un crossover a 360°, abbracciante una vastissima gamma di sonorità, escluse, ironicamente (ma neanche poi tanto), quelle metalliche: rock, pop, glam, dark-wave, elettronica, hip-hop, techno, dance… sembra un’esagerazione, lo so, ma è proprio così! Fossero un gruppo esordiente, la tentazione di archiviare tutto quanto con un bel quattro sarebbe stata fortissima ma, ahimé, il passato relativamente prestigioso e la militanza decennale ci trattengono dall’essere crudeli e ci suggeriscono, per rispetto, un voto più clemente, magari la piena insufficienza. Questo perché? Presto detto: melodie vocali più che ruffiane, scontate, senza mordente, stra-sentite in altri ambiti, proposteci dal leader Kartsy Hatakka (anche bassista, tastierista e programmer), si vanno ad installare su impianti sonori che pescano a destra, a manca, sotto e sopra ogni coordinata musicale, senza riuscire a dare pesantezza e vigore alle composizioni stesse. “Life Without Love”, “Dreamworld”, “What I Really Know” e “Dream” sembrano (bruttissime) sigle di cartoni animati, talmente innocue da far compassione, con ritornelli deprimenti, strofe inutili e riff banalissimi. Aggiungete la gran quantità di loop, beat e campionamenti, udibili su “Rare Species”, ed un decente quadro della situazione vi si formerà in mente: di Metallo ce n’è davvero pochissimo in questo platter. Ma non risiede qui il problema: il problema risiede nella qualità delle canzoni, realmente poverissima. “Alone” e “Live This!” sono due episodi di techno-metal a dir poco ridicoli, mentre per il rotto della cuffia si salvano la bombastica “Megacity Rain” e “Quick As A Day”, quest’ultima praticamente un plagio dei loro connazionali Bomfunk MC’s, a loro volta presenti quali guest della precedente “My Pain”, altro brano scadente. E che dire, per finire in bellezza, della conclusiva “No Limit/Your Funky Rhythm/Symphony Of Destruction”, un incredibile mixing-in-action che fonde, in modo esilarante, l’hit dance dei 2 Unlimited, “No Limit”, una non ben identificata “Your Funky Rhythm” e il cavallo di battaglia per eccellenza dei Megadeth, l’abusata “Symphony Of Destruction”? Una vera schifezza!! E pensare che nei Waltari suona il chitarrista dei Kreator, Sami Yli-Sirnio… Il sottoscritto si scusa con eventuali fan della band, si scusa per l’ignoranza e consiglia comunque ai metallari alla lettura di evitare “Rare Species” con tutte le proprie forze. Si salvi chi può! 

TRACKLIST

  1. One Day
  2. Life Without Love
  3. Megacity Rain
  4. Dreamworld
  5. What I Really Know
  6. My Pain
  7. Quick As A Day
  8. Dream
  9. Alone
  10. Live This!
  11. Wasting My Mind
  12. No Limit / Your Funky Rhythm / Symphony Of Destruction
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