6.5
- Band: WARLORD
- Durata: 01:15:08
- Disponibile dal: 27/06/2025
- Etichetta:
- High Roller Records
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Ennesima uscita esterna al repertorio principale per gli epic metaller statunitensi Warlord, in cui il leader e batterista Mark Zonder sembra essere tornato a credere davvero moltissimo, anche e soprattutto considerando questa nuova stabilità a livello di line-up che l’iconica realtà sembra aver trovato.
Per questo, la band ha deciso di immettere sul mercato il qui presente “The Lost Archangel”: quattro singoli, usciti originariamente in formato digitale nel corso dello scorso anno, i quali non sono altro che pezzi originariamente scritti dal compianto chitarrista William J. Tsamis per il suo progetto parallelo Lordian Guard negli anni ’90, ad eccezione di una “The Rainbow” risalente originariamente al secondo demo della band (datato 1981), e non è un caso che si tratti probabilmente del miglior estratto tra quelli presenti, con quell’incedere cadenzato e nel contempo po’ poetico, che ci porta a domandarci perché non abbia trovato posto all’interno di un full-length effettivo.
Gli altri brani si attestano comunque su buoni livelli competitivi, e non ci stupisce minimamente, considerando la mano da cui provengono: “Golgotha (The Place Of The Skull)” starebbe benissimo nel recente “Free Spirit Star”, trattandosi di un pezzo molto melodico e focalizzato su un buon utilizzo dei fraseggi, in maniera simile alla title-track, che spinge un po’ di più sul fronte evocativo, anche grazie ad una durata massiccia di oltre sette minuti. Bene anche “Stygian Passage”, che adotta una parvenza inizialmente più malinconica, seppur sempre trasudante quella verve epica che non deve mai mancare in un pezzo a nome Warlord.
Non è una novità che tra Warlord e Lordian Guard alcuni pezzi vengano riutilizzati, anche se la decisione di utilizzare delle composizioni interamente del sopracitato e storico chitarrista dopo la sua morte, peraltro partorite per un progetto esterno, può destare qualche controversia, e non ci stupisce che qualcuno storca il naso da che è avvenuto il ritorno sulle scene, pur ritenendo noi il progetto ancora vivo e vegeto, nonché in grado di emozionare.
Sebbene possiamo sforzarci di giustificare “Enemy Mind”, brano ormai più che ventennale ed appartenente al disco “Rising Out From The Ashes”, troviamo invece totalmente superflua la riproposizione di “70,000 Sorrows” e “Night Of The Fury”, visto che si tratta di pezzi ancora abbastanza recenti, parte integrante di quel “The Holy Empire” datato 2013.
Per il resto, l’antologia qui presente viene completata da ben sei registrazioni in sede live di altrettanti pezzi, di cui tre catturati e poi esclusi in occasione del celebre “Live In Athens”, di cui esiste già una fantastica versione pacchettizzata, e tre provenienti direttamente dal recente tour, inclusa una “Lucifer’s Hammer” risalente proprio alla loro apparizione in Italia, in occasione del Metalitalia.com festival.
In conclusione, definire di qualità scadente il contenuto di questo prodotto sarebbe erroneo, in quanto ogni brano presente oscilla tra il buono e l’eccellente per sua stessa natura, anche se ci sorge spontaneo qualche dubbio: ad esempio, domandarci se non sarebbe bastato racchiudere i quattro singoli in un EP, lasciando stare quei brani non bisognosi di una riedizione e, magari, tenere le registrazioni per un eventuale album live recente, sicuramente più ficcante e completo rispetto a quanto fatto qui.
A questo punto, la valutazione dipende unicamente dall’affezione del singolo ascoltatore per la leggendaria formazione americana, che per esempio occupa da sempre un posto di rilievo nel cuore id chi scrive. Questo non ci impedisce di essere critici ove necessario, così come non ci impone di essere eccessivamente entusiasti.
