WAYWARD SONS – Ghosts Of Yet To Come

Pubblicato il 16/10/2017 da
voto
6.0
  • Band: WAYWARD SONS
  • Durata: 00:38:48
  • Disponibile dal: 15/09/2017
  • Etichetta: Frontiers
  • Distributore:

Ci aspettavamo francamente qualcosa di più dall’esordio firmato dai Wayward Sons, curiosa denominazione sociale dietro la quale si cela l’estrosa personalità dell’esperto frontman, nonché abile produttore, Toby Jepson. Lo storico cantante/chitarrista dei Little Angels, sfavillante meteora hard rock autrice di un paio di ottimi album rilasciati tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio della decade successiva, assembla per l’occasione una squadra di validi gregari mediante i quali proietta una visione tanto gradevole quanto ampiamente prevedibile della materia trattata. “Ghosts Of Yet To Come” si presenta ai nostri timpani come un’opera di sicuro impatto, attraverso la quale però i protagonisti si adagiano con controproducente pigrizia al di sopra di un ventaglio di soluzioni ripetutamente collaudate in passato dai maestri del genere. Il carismatico cantante britannico assume il comando del proprio equipaggio mediante una performance vocale cangiante e di indubbio spessore espressivo, preziose virtù che salvano in calcio d’angolo il disco da un impietosa bocciatura. Le incalzanti dinamiche disegnate su “Until The End” pagano evidente dazio allo stile coniato dagli irraggiungibili Black Country Communion, mentre l’irruenza fine a se stessa di “Ghost” si spegne in poche battute a causa di un riffing portante inconsistente e poco incisivo. La nervosa “Give It Away” sembra provenire da una stralunata e maldestra jam tra i The Hives e i Jet di inizio millennio, senza però possederne la carica di esplosiva dei protagonisti appena citati. “Alive” si presenta invece come un midtempo singhiozzante e carico di groove, quantomeno meritevole di rievocare il calore emanato dai The Black Crowes nel superbo “Shake Your Money Maker”. La focosa irruenza di “Don’t Wanna Go” chiama in causa il discorso fatto a suo tempo dai The Cult dell’anfetaminico “Electric”, mentre la ruvida energia emanata da “Small Talk” rievoca, con discreto successo, le irruenti gesta dei Thin Lizzy più metallici. A fronte di tutto ciò, i Wayward Sons dovranno compiere un importante salto di qualità onde evitare di rimanere schiacciati da una concorrenza sempre più agguerrita.

TRACKLIST

  1. Alive
  2. Until The End
  3. Ghost
  4. Don’t Wanna Go
  5. Give It Away
  6. Killing Time
  7. Crush
  8. Be Still
  9. Small Talk
  10. Something Wrong
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