WE CAME AS ROMANS – All Is Beautiful… Because We’re Doomed

Pubblicato il 02/09/2025 da
voto
6.5
  • Band: WE CAME AS ROMANS
  • Durata: 00:41:12
  • Disponibile dal: 22/08/2025
  • Etichetta:
  • Sharptone Records

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I We Came As Romans sono dei giovani veterani nel movimento metalcore: la band ha esordito a vent’anni con “To Plant a Seed” (2009) facendosi notare nel circuito di genere e nel popolare Vans Warped Tour, raggiungendo la notorietà negli anni successivi con album come “Understanding What We’ve Grown to Be” (2011) e “Tracing Back Roots” (2013), che arrivarono a scalare le classifiche Billboard. Oggi sono considerati una delle band di riferimento della scena metalcore moderna, nonostante la tragica perdita di Kyle Pavone, avvenuta nel 2018 per overdose accidentale.
Il successo di “Darkbloom” (2022), dedicato al compagno scomparso, ha mantenuto alto il profilo del quintetto di Troy, Michigan, che continua a macinare tour da headliner nel vecchio e nel nuovo continente grazie a numeri importanti.
Nonostante il fisiologico abbandono di una (piccola) parte della fan base alla scomparsa del frontman e l’ammorbidimento sonoro del self-titled del 2015, la band ai giorni nostri possiede uno uno status molto solido, tanto da escludere categoricamente lo scioglimento.

A distanza strategica da “Darkbloom” arriva infatti questo “All Is Beautiful… Because We’re Doomed”, anticipato da una serie di singoli che tracciano una direzione ben definita per il futuro del gruppo. “bad luck” “no rest for the dreamer” e “culture wound” si muovono su sentieri sicuri ben all’interno di un sound molto generico, chiaramente concepite per favorire l’airplay radiofonico.
Ascoltando l’intero lavoro non ci si allontana troppo dalla visione che ci siamo costruiti, con un artwork di copertina che, con il carisma di uno sfondo di qualche telefono low cost, non fa nulla per migliorare la situazione. Dodici brani in totale, dodici potenziali singoli molto simili tra di loro che non vanno ad aggiungere praticamente nulla al catalogo del gruppo e che probabilmente incideranno poco sulle setlist, dove i pochi sussulti arrivano nei brani più heavy – “red smoke”, “lake of fire” e la divertente “b2tm” – ovvero i brani più aderenti alla scrittura cui ci avevano abituato un tempo i WCAR.
Il resto, seppur molto ben rifinito, risulta abbastanza noioso, soprattutto per quanto riguarda la parte strumentale, orfana dei riff più strutturati, degli assoli e delle sezioni melodiche che hanno reso la band tanto amata. I richiami ad Architects e Wage War sono ripetuti e cristallini, con qualche puntatina nel playbook dei Bad Omens (“where did you go?”) che non cambia esattamente la solfa.

Tematicamente l’album esplora la natura umana, il conflitto interiore, la morte e la rinascita, con testi che riflettono sul significato della vita: sebbene lo spunto sia lodevole e ci siano passaggi evocativi, questi non riescono però a risollevare del tutto le sorti del disco, che rispetto alle vette emotive del precedente “Darkbloom” appare semplicemente calcolato e poco audace.
I We Came As Romans sanno sì fare il loro mestiere, ma in questo disco operano all’interno di orizzonti molto limitati e di strutture sfruttate all’inverosimile, rivolgendosi a un pubblico generico per veleggiare verso il futuro sulla propulsione di quanto costruito in passato.
Restando sulle questioni esistenziali, che loro stessi invocano traccia dopo traccia, perché dovremmo accontentarci di un prodotto di massa quando il sole potrebbe tramontare stasera per l’ultima volta?

TRACKLIST

  1. Bad Luck
  2. Lake Of Fire
  3. Red Smoke
  4. One By One
  5. Culture Wound
  6. Where Did You Go?
  7. No Rest For The Dreamer
  8. B2Tm
  9. Circling A Dying Sun
  10. Knowing Pain
  11. So Lost (Burning Flowers)
  12. Because We’Re Doomed
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