5.0
- Band: WE CAME AS ROMANS
- Durata: 00.47.34
- Disponibile dal: 13/09/2011
- Etichetta:
- Nuclear Blast
- Distributore: Warner Bros
Il pregiudizio, dinanzi a band come i We Came As Romans, è davvero difficile da scalfire. Chi scrive ha lasciato passare letteralmente inosservato il debutto “To Plant A Seed”, totalmente disinteressato alle teen sensation che vanno a distruggere la NWOAHM per andare a colpire ascoltatori casuali in fascia ribellione post-adolescenziale. Ascoltando “Understanding What We’ve Grown To Be” tutti i pregiudizi risultano sfortunatamente concretizzati in una raccolta che è l’esemplificazione del materiale da Warped Tour, andando a fondere il metalcore più ripetitivo con sfumature di deathcore, con il prevedibile sdoppiamento di personalità nei melodicissimi ritornelli pseudo-emo. Un’alternanza abbastanza aspra a dire il vero, che viene presa per assunto dagli ascoltatori di metalcore seriale, ma che, ad un’analisi spassionata, si rivela ben poco omogenea. Il disco cerca di sfoggiare toni più oscuri del suo predecessore, inasprendo un riffing che flirta con elementi elettronici (dimenticandosi quasi del tutto dell’esistenza del basso) su testi che ostentano positività, nel più classico degli schemi moderni delle formazioni di tendenza. Se la parte musicale risulta pure discreta in qualche passaggio, merito anche degli assoli ispirati, le parti del clean vocalist Kyle Pavone renderanno l’ascolto quasi impossibile per la maggior parte dei lettori, diventando di pesantezza critica nella loro banalità e ripetitività. Un disco che si può giudicare attraverso ciò di cui tenta disperatamente di circondarsi: Bring Me The Horizon, Asking Alexandria, A Day To Remember, merch infantile e coloratissimo, Alternative Press, look hardcore/hipster e chi più ne ha più ne metta. Da consumarsi preferibilmente entro: ieri.
