WEEDEATER – Goliathan

Pubblicato il 01/06/2015 da
voto
6.5
  • Band: WEEDEATER
  • Durata: 00:32:14
  • Disponibile dal: 15/05/2015
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Cosa possiamo aspettarci dal quinto album dei Weedeater? Nulla se non che del marcissimo e fumatissimo sludge. Fangoso, umido, stonato e dissacrante sludge metal. Nati dalle ceneri dei leggendari Buzzov-en, con “Goliathan” questi devoti alla ganja arrivano a concepire ancora una volta forse non un disco imprescindibile, ma un lavoro onesto e sincero, sia per quanto riguarda la personalità con cui lo fanno, sia per la vera e propria attitudine ed adorazione verso un genere che sì, prende ispirazione dai maestri Sleep, ma che, anche grazie ai Weedeater stessi, ha saputo rigenerarsi e percorrere sentieri meno battuti e situazioni musicali meno abusate. Lo sludge dei tre del North Carolina è essenziale, scarno, con un suono comunque umido e rugginoso, uno sludge che lotta nel fango con lo stoner più sgraziato ed il crust punk più infetto. Un suono che puzza di chiuso, di palude e mostri marcescenti che abitano zone impervie e poco rassicuranti. La forza dei Weedeater sta anche nel non prendersi troppo su serio, un po’ come fanno i cugini Bongzilla. La loro ambizione forse più grande è quella di scrivere della buona musica, fumando erba e bevendo qualche cassa di birra. Da buoni redneck quali  sono, tutto il resto non conta e l’attitudine è quella giusta, rozza ed ignorante. Tutto questo però non faccia credere pero che i Weedeater siano dei fattoni e basta, il background culturale della band arriva da molto lontano: il country in “Battered in Fried” riporta infatti alla memoria, in maniera molto ironica e canzonatoria, i vecchi popular che i contadini cantavano accompagnati da banjo e violini. Una divagazione simpatica che testimonia le radici da cui provengono, una distrazione per dare respiro all’album, che riprende con la fumosa e degenerata “Claw of The Sloth” per poi esplodere in un incedere totalmente sleepiano nelle ultime tre tracce del disco. La produzione scarna ed essenziale, infine, rende giustizia alle dieci canzoni dell’album.“Goliathan” è un buon album di sludge metal, che non aggiunge molto al genere ma che indubbiamente è suonato e soprattutto creato da musicisti preparati, appassionati e che vivono nella quotidianità questo filone. Uno stile di vita prima di tutto, che poi diviene un genere musicale celebrato con onestà e devozione, come testimonia “Goliathan”.

TRACKLIST

  1. Processional
  2. Goliathan
  3. Cain Enabler
  4. Bow Down
  5. Battered & Fried
  6. Claw of the Sloth
  7. Bully
  8. Joseph (All Talk)
  9. Reprise
  10. Benaddiction
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