WEEDEATER – Jason… The Dragon

Pubblicato il 09/04/2011 da
voto
7.0
  • Band: WEEDEATER
  • Durata: 00:35:06
  • Disponibile dal: 15/03/2011
  • Etichetta: Southern Lord
  • Distributore: Goodfellas

La reunion dei Buzzov-en sembra non aver distratto più di tanto “Dixie” Dave Collins, che infatti puntualmente ritorna con un nuovo album dei suoi stonatissimi Weedeater. Va fatta menzione al titolo dell’album, davvero esilerante: “Jason… The Dragon” è infatti un astuto gioco di parole sull’espressione “Chasing The Dragon” che si riferisce ad un certo modo di fumare l’oppio. Il titolo, azzeccatissimo, è tutto un programma per il contenuto del disco, insomma, poiché questo è un album cazzone e intossicato da fare schifo. Per quanto riguarda la musica, infatti, sapete già cosa aspettarvi, ovvero la solita slavina di melma stoner metal incrostata di feedback che si trascina a velocità di lumaca con il peso di una intera mandria di elefanti. Gli Weedeater, bisgna dirlo, in questo genere sono dei veri maestri. Le canzoni di “Jason… The Dragon” sono dei veri inni sudisti intossicati ed obesi. Blues, psychedelia e metal sabbathiano si siedono nella stessa stanza a cazzeggiare, bere ettolitri di whisky, fumare metri cubi di erba e raccontare bislacche e confuse storie da redneck di allucinazioni, armi da fuoco, droghe e fallimenti di ogni tipo finché non collassano. La musica dei Weedeater è tremenda, durante l’ascolto dà proprio l’impressione di rimanere intossicati e sotto l’effetto di qualche sostanza soporifera. La lentezza e il peso delle canzoni sembrano dilatare il tempo e distorcere la percezione. Questo album dura appena trentacinque minuti, ma arrivati alla fine sembrano passate ore. Le voci di Dixie sono il rumore di ciò che rimane di corde vocali incrostate di fuliggine e macerate per anni nell’alcol, un gorgoglìo stridulo e sinistro che sembra emergere da un tombino lungo la strada. Le chitarre sono tutt’uno con il basso, catramose, ribassate, distorte e ronzanti al limite del sopportabile, si fondono con le frequenze del basso in un’unica, rotolante palla di feedback carica di elettricità e melmose vibrazioni psichedeliche. Ogni tanto ci pensano delle curiose e bislacche “ballate” da vecchio cane sudista suonate con un banjo a smorzare la nube soffocante che esce dagli amplificatori dei Weedeater, ma sono solo pochi minuti… il resto è un vero magma di watt fumosi ed opprimenti. Non troverete nulla di bello o di gradevole in questo album, nulla di delicato o raffinato. Solo un lento, asfissiante, intossicato e lurido muro di feedback e melma southern-sludge, eretto da tre redneck intossicati. Buon ascolto.

TRACKLIST

  1. The Great Unfurling
  2. Hammerhandle
  3. Mancoon
  4. Turkey Warlock
  5. Jason.... The Dragon
  6. Palms And Opium
  7. Long Gone
  8. March Of The Bipolar Bear
  9. Homecoming
  10. Whiskey Creek
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