7.5
- Band: WHIPSTRIKER
- Durata: 00:37:09
- Disponibile dal: 07/03/2025
- Etichetta:
- Hells Headbangers
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Per i Whipstriker è finalmente giunto il tempo del quinto disco. Questa one-man band, in giro ormai dal 2008, può essere considerata senza ombra di dubbio uno dei prodotti migliori usciti dal Brasile negli ultimi quindici/vent’anni: il progetto va collocato senza dubbio in quel revival old-school che come base ha Motorhead e Celtic Frost del primo periodo, dai quali si può, metaforicamente, tessere una tela che può andare più decisamente verso il punk – vedi i gruppi del filone ‘metal punk’ dei quali abbiamo parlato in occasione dell’ultimo disco dei tedeschi Indian Nightmare – oppure scegliere una componente metal più marcata, sia come immaginario che come sound.
Qui siamo più nel secondo caso: anche se nel debutto “Crude Rock ‘N’ Roll” il risultato non era poi così lontano da band come gli Inepsy, col tempo la proposta del progetto si è fatta molto più articolata della media delle band del genere. Come può testimoniare questo nuovo lavoro – ma anche il suo predecessore, “Merciless Artillery”, del 2018 – la voce alla Discharge è rimasta (qui un po’ più tendente ai Venom), ma il sound si è impreziosito di diversi elementi più melodici e vicini all’heavy metal classico.
La struttura dei pezzi non è la classica overdose di ‘tupa-tupa’ che ci riservano molte band del genere: come possiamo ascoltare in pezzi come “Six Eyes Crow Division”, la tendenza spesso è quella di aggiungere armonizzazioni e passaggi che vanno ben oltre la forma base del ‘due/tre riff a canzone’. Persino in brani come “Heartrippers”, con una struttura più semplice e col ritornello molto scandito, c’è la voglia di impreziosire il tutto con qualche elemento non scontato – vedi il riff iniziale o la ritmica dell’assolo.
Molto degna di nota è poi la finale “Military Scum”, un brano di dieci minuti di durata, nella cui parte centrale troviamo un arpeggio in clean che ricorda persino gli Immortal di “At The Heart of Winter”, prima che il pezzo riparta in tutta la sua furia. È presente infine anche una gradevolissima cover di “Satan’s Vengeance” dei Destruction, con alla voce Daniel Avenger dei thrasher tedeschi Nocturnal.
Per quanto in linea di massima questo ritorno non si distacchi molto dall’album precedente, “Cry Of Extinction” risulta essere un lavoro molto godibile: riesce ad essere diretto al punto quando deve, ma in vari momenti dimostra di avere quel tocco di classe in più – in un genere che fa del ‘no class’ una missione – che molte band del genere non possono vantare. Per quanto difficilmente potrà interessare i non amanti della vecchia scuola, è un’ottima colonna sonora per i vostri aperitivi nel parcheggio con una cassa di birra rigorosamente scadente, com’è giusto che sia.
