6.0
- Band: WHISKEY & FUNERAL
- Durata: 00:33:19
- Disponibile dal: 20/12/2011
Qualcuno forse si ricorderà del debut album dei Whiskey & Funeral, death-black metal band romana capitanata dai fratelli Montagna che nel 2009 diede alla luce “The Arrive Of Chaos”: un album che – titolo sgrammaticato a parte – aveva consegnato alle scene un gruppo di quelli “da tenere d’occhio”, dotato di alcune idee interessanti e che, pur avendo ampi margini di miglioramento sotto vari fronti, avrebbe potuto far parlare bene di sé. Il primo passo avanti dei Whiskey & Funeral di “After The Chaos… Who’s Alive” è indubbiamente la produzione: oggi decisamente più curata, nitida e professionale rispetto al debut. Stessa cosa per quanto riguarda la preparazione tecnica: oggi i Nostri ci sembrano più a proprio agio dietro ai rispettivi strumenti, anche grazie ai numerosi cambi di line up che la band ha dovuto affrontare, sebbene, a onor del vero, dietro alle pelli si sentano ancora varie sbavature e imperfezioni. Musicalmente, i Whiskey & Funeral di oggi si concentrano prevalentemente su un death metal brutale a metà strada tra antico e modern,o dove a tratti sembrano ispirarsi a nomi storici come Deicide e Cannibal Corpse. In altri momenti, invece, la fonte di ispirazione sembra essere quella di gruppi più recenti alla Blood Red Throne, con stop ‘n go che potrebbero essere funzionali ed esaltanti, se fossero meglio piazzati all’interno delle varie canzoni. Il vero punto debole di questo disco – e, a questo punto, anche della band in generale – è infatti proprio il songwriting: i brani sono tutti piuttosto simili tra di loro, generici, prevedibili, anche nei frangenti più blackeggianti che, nell’intento, vorrebbero sorprendere l’ascoltatore, ma che in realtà finiscono per spezzettare eccessivamente le canzoni facendo perdere loro di fruibilità. Grazie anche ad una durata del disco abbastanza breve non riscontriamo veri e propri baratri di noia assoluta, ma dopo i primi ascolti la tensione cala e rimane una manciata di brani che aggiungono poco al genere e alla ridente scena death metal nostrana, che sta diventando sempre più esigente.
