WHITE NIGHTS – Into The Lap Of The Ancient Mother

Pubblicato il 10/05/2020 da
voto
7.0
  • Band: WHITE NIGHTS
  • Durata: 00:16:49
  • Disponibile dal: 24/04/2020
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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In un catalogo ebbro di eccidi, oscurità, scarnificazioni e un clima denso e abbruttito, talvolta la tedesca Iron Bonehead si permette scelte quanto meno sui generis. Realtà traboccanti sentimenti ambivalenti e non perfettamente inquadrabili. Quando accade, la celebre etichetta teutonica tiene fede al suo valore e pubblica materiale che richiede un pizzico di analisi e approfondimento. È il caso degli statunitensi White Nights, fuori con uno strambo ibrido di black metal, psichedelia e deathrock. “Into The Lap Of The Ancient Mother” è un EP di meno di diciassette minuti, per sole quattro tracce (e sole tre vere canzoni, l’ultima è un’outro), efficace nel veicolare l’immaginario caleidoscopico di questa misteriosa entità. Dal punto di vista biografico non c’è nulla da dire, proprio perché informazioni non ve ne sono. Il corredo sonoro si esplica in un sound impastato e lo-fi, nel quale le varie componenti viaggiano in simbiosi, fuse in un agglomerato nel quale serve sintonizzare bene l’orecchio per comprendere le singole influenze. Emerge innanzitutto una stralunata atmosfera lisergica, inequivocabilmente poco terrena; gli strumenti paiono giungere da molto lontano, distanti e sintonizzati su frequenze che non sappiamo afferrare.
È un messaggio alieno, trasmesso in cavalcate chitarristiche ruvide e bellicose, illanguidite da tappeti di tastiera che ne divelgono le armonie, contestualizzandole in un universo colorato e dolcemente strambo. Note d’organo volteggiano sottili, irretendo i convulsi moti metallici, che si fanno pennellare da sfumature gotiche in arrivo dal deathrock/post-punk ottantiano. Un dispiegarsi verso favolistici mondi notturni cui contribuisce il caratteristico pulsare di basso post-punk e che ha nella vocalità filtrata, mixata allo stesso livello degli strumenti, un incisivo commento. La performance vocale verte su un calmo declamare, una specie di borbottio, incastonato in ardori strumentali variopinti, che nei possenti midtempo si avvicinano a certi andamenti del black metal sinfonico novantiano, se al posto delle orchestrazioni vi fossero vampate organistiche tanto veementi, quanto raffinate. “Bölthorn” e il suo elaborato salmodiare, protratto abbastanza a lungo da far assaporare numerose sfaccettature dell’idea di suono dei White Nights, compendia le qualità della formazione, estroversa nell’amalgamare correnti sonore lontane tra loro, senza perdere di concretezza e impatto. “Into The Lap Of The Ancient Mother” è un antipasto prelibato, non ancora sufficiente a pronosticare un futuro full-length di pregiato valore, quanto basta però per segnarsi il nome della band e tenerla d’occhio nelle sue prossime mosse

TRACKLIST

  1. Litha
  2. Drift From Irminsul
  3. Bölthorn
  4. -
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