WHITE SKULL – The Dark Age

Pubblicato il 31/08/2002 da
voto
7
  • Band: WHITE SKULL
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta:
  • Distributore:

A due anni dal mediocre “Public Glory, Secret Agony”, ecco tornare all’attacco i poderosi Whithe Skull, band vicentina dedita ad un power metal diretto ed ispirato ai maggiori esponenti della scuola teutonica. “The Dark Age” è un disco che porta diversi cambiamenti all’interno band, in particolare la casa discografica (oggi i cinque musicisti incidono per Frontiers) e l’interessante cambio di frontman: già, la storica Federica “Sister” DeBoni per motivi personali abbandona e viene rimpiazzata dal talentuoso Gustavo “Gus” Navarrò, singer argentino che non perde tempo nel mostrare tutta la sua abilità sfoderando una voce ruvida e potente, ma capace di “sparare” acuti potentissimi in pieno stile Matthew Barlow. Questo periodo di rivoluzioni ha giovato parecchio alla musica dei White Skull, “The Dark Age” è un concept sull’inquisizione che musicalmente parlando denota una marcata maturazione nel sound della band, oggi più lontana dalle pesanti influenze dei Grave Digger (chi ha detto “Tales From The North”?), a vantaggio di composizioni sì dirette, forti però di soluzioni atmosferiche create da convincenti giochi tastieristici. Ovviamente la struttura portante della musica firmata White Skull è sempre presente, quindi troveremo i massicci riffs di Tony “Mad” Fontò, la potente batteria di Alex Mantiero e soprattutto gli assoli di B.B. Nick, chitarrista molto vicino per stile a Manni Schmidt. Il lavoro di Luigi Stefanini e dei suoi New Sin Studios merita più che una lode: nonstante il produttore si trovi per lo più ad avere a che fare con gruppi di matrice sinfonica, Stefanini si è dimostrato in grado di produrre un disco al fulmicotone, aggressivo e senza compromessi. Tra mid tempos e sfuriate metalliche, “The Dark Age” trascorre senza nessun momento di noia o pesantezza, mai i White Skull hanno sfornato un disco tanto completo e personale. La Frontiers ha visto bene, la band di Tony Fontò si è riconfermata una colonna portante del metal tricolore, peccato per Udo e per la sua Breakers essersi fatti scappare un talento così plateale.

TRACKLIST

  1. Penitenziagite (Intro)
  2. The Dark Age
  3. Grand Inquisition
  4. Maid Of Orleans
  5. New Crusade
  6. The Edict
  7. Voice From The Heaven
  8. Devil's Woman
  9. Torture
  10. A New Handbook
  11. Sentence Of Death
  12. Theme From The Innocence
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