WHITE SKULL – The Ring Of The Ancients

Pubblicato il 28/10/2006 da
voto
6.5
  • Band: WHITE SKULL
  • Durata: 00:57:31
  • Disponibile dal: 18/10/2006
  • Etichetta: Dragonheart
  • Distributore: Audioglobe

Anche se ai White Skull la ciambella non viene sempre con il buco, è impossibile accusarli di mancanza di passione verso la causa dell’heavy metal più tetragono e puro. Infatti, dopo il deludente “The XIII Skull”, i nostri tornano alla ribalta incuranti di tutto e tutti e sfornano questo “The Ring Of The Ancients”. Perso per strada il bravo bassista Fabio Pozzato, i vicentini si ripresentano con Steve Balocco degli Anthenora a ricoprire il posto vacante. Anche stavolta i ragazzi scelgono un concept di tipo storico-mitologico che, dopo vichinghi, romani e inquisitori, stavolta narra le gesta dei celti. Questa scelta non influisce particoarmente sulla musica proposta nelle dodici tracce che compongono il platter: infatti, per l’ennesima volta, ci troviamo davanti ad un heavy metal di chiara matrice teutonica, fatto di ritmiche aggressive e di solismi mai troppo esasperati, sulla scia dei Grave Digger. A dire il vero però, in questo caso, fanno capolino anche dei cambi di tempo tutt’altro che scontati che rendono le composizioni più varie ed avvincenti di quanto ascoltato sugli ultimi due studio album della band. Entrando più nel dettaglio, le canzoni migliori risultano essere l’iniziale “Ninth Night”, che, per la prima volta dal 1997, riprende le sonorità contenute in quel gioiellino che è “Embittered”, soprattutto a livello di armonie vocali. In questo è molto bravo il cantante Gus Gabarrò, che però non sempre si rivela essere all’altezza della situazione, soprattutto nei frangenti più melodici. Molto bella anche la lunga ed epica “Marching To Alesia”, dove il songwriting viene leggermente alleggerito e le ritmiche sono meno telluriche del solito. Pessima invece “Guardians”, sorta di melodic power song con il ritornello che riprende quello della celebre “Asgard”. Tony Fontò riesce a tirare fuori dal cilindro una produzione superlativa, che esalta l’aggressività della sua chitarra ritmica e della solista di Danilo Bar, molto più efficace e concreto del suo predecessore Nick Savio. I White Skull non inventano nulla, ma quello che fanno trasuda passione e per questo, a differenza di molte altre power metal band, meritano perlomeno rispetto ed attenzione. Coerenti.

TRACKLIST

  1. Ninth Night
  2. Guardians
  3. Head Hunters
  4. The Ring Of The Ancients
  5. Half Moon Path
  6. From The Mist
  7. Ogam ( Mystic Writings On The Stone )
  8. After The Battle
  9. King With The Silver Hand
  10. Valhalla
  11. March To Alesia
  12. Tuatha De Danaan
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