WHITE WARD – Love Exchange Failure

Pubblicato il 01/10/2019 da
voto
7.5
  • Band: WHITE WARD
  • Durata: 01:07:04
  • Disponibile dal: 20/09/2019
  • Etichetta: Debemur Morti
  • Distributore: Audioglobe

Il viaggio eclettico dei White Ward riprende con un secondo full-length, questa volta volto a solcare il grigiore delle strade cittadine, riprendendo il discorso dove era stato lasciato ma riscrivendolo con un tono di luce e cromature stravolti rispetto all’ottimo debutto, “Futility Report”. Il senso di disincanto resta intatto, e quello che a un primo ascolto sembra un venir meno dell’effetto sorpresa (l’afflato trip hop, il sax, il jazz, le aperture non metal già riscontrabili in precedenza) è in realtà un approccio diverso alla materia, una riscrittura del proprio nucleo, una revisione, se vogliamo, del proprio punto di arrivo. Il post black precedentemente affrontato in maniera più diretta dagli ucraini diventa qui un metal estremo sperimentale di più ampia definizione, una discussione musicale che studia se stessa e cambia i connotati di una propria opera senza volerne svilire i punti cardine ma volendo riattualizzarne i tratti di fronte ad un tema diverso. Sono assolutamente necessari ascolti ripetuti per entrare nell’ordine di idee del nuovo disco dei White Ward, un trip intriso di depressione urbana, di dissolutezza cosmopolita all’ombra delle insegne di negozi 24/7, dei casino aperti tutta la notte, di rotaie e taxi sempre disponibili; racconti di sguardi solitari affacciati a una finestra, testi esistenziali piuttosto efficaci e una resa sonora che, come già detto, all’inizio sembra lasciare un po’ di amaro per il suo non stupire come il debut faceva, e che invece giro dopo giro sul lettore porta il discorso a dilatarsi e a perdersi tra i vicoli oscuri di una metropoli. “Love Exchange Machine” parla di sfaccettature, di colori che cambiano e che si perdono e poi si confondono, di sottili confusioni, di sagome non distinguibili e che cambiano forma ad ogni passo verso di loro. Tra aperture ferocissime, giri quasi new wave, assoli di sax e strumentali di sole tastiere, i White Ward continuano a produrre della musica di non facilissima assimilazione, complessa, densa (sette brani per più di un’ora di musica), certamente non per tutti ma non per questo troppo elitaria, che alza l’asticella del genere di un’altra tacca.

TRACKLIST

  1. Love Exchange Failure
  2. Poisonous Flowers of Violence
  3. Dead Heart Confession
  4. Shelter
  5. No Cure for Pain
  6. Surfaces and Depths
  7. Uncanny Delusions
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.