WHITE WARD – Origins

Pubblicato il 20/01/2021 da
voto
6.5
  • Band: WHITE WARD
  • Durata: 01:04:04
  • Disponibile dal: 22/01/2021
  • Etichetta:
  • Debemur Morti
  • Distributore: Audioglobe

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Niente inediti in questa nuova uscita dei White Ward: trattasi infatti della ristampa ad opera di Debemur Morti dell'”Origins” già edito, in autonomia, dalla band stessa nel 2016, in digitale; ristampa che l’etichetta francese porta nei negozi in forma di cassetta e CD, utile principalmente per i fan della band che non avevano acquisito EP e split antecedenti la pubblicazione del primo full-length, e che fotografa dunque un particolare periodo storico. I nove brani presenti nella corposa compilation (si supera l’ora) sono tutti quelli che la band ha pubblicato negli anni che vanno dalla fondazione  al 2016, ed è un po’ una summa delle intenzioni e delle idee che hanno preso corpo nel percorso che ha poi portato all’eclettico “Futility Report”.
Troviamo quindi un black metal più tradizionale già a suo agio nelle derive più post, partiture jazzy, fanno capolino le ambientazioni trip-hop, così come le desolazioni urbane, e il senso di malinconico smarrimento che ha visto il suo acme, ad oggi, in “Love Exchange Failure”.
Ovviamente l’uscita, per sua conformazione, non mostra il meglio della formazione ucraina, e il segno che lascia è più di (pur meritoria) raccolta storica che non prodotto artisticamente necessario: non tutti i brani hanno la forza dirompente di quello che avverrà successivamente, né la concretezza. Non manca infatti qualche lungaggine, qualche momento che vedrà le sue rifiniture nei lavori a seguire. Sono però ben vividi e presenti i tratti distintivi che avranno risalto in futuro: l’intelligente costruzione di passaggi intrisi di tristezza e atmosfere decadenti è tangibile e gustosa, con momenti notevolissimi (uno a caso, l’ottima apertura affidata a “Walls MMXV”, nuova registrazione del primo brano della band, “Walls”, pure presente nella sua estetica asettica) e in generale un’eleganza che non è mai mancata ai White Ward.
Come detto, si tratta di un lavoro che per sua natura, pur se non imperdibile, non mancherà di interessare coloro che si sono fatti conquistare dagli ucraini senza averli seguiti dalla nascita, e che non vogliono per forza setacciare la rete alla ricerca delle prime pubblicazioni della band, presumibilmente di complessa reperibilità.

TRACKLIST

  1. Walls MMXV
  2. When Gift Becomes Damnation
  3. Inhale My Despair
  4. Drowned in Cold
  5. Nautical Child
  6. Depths of Arcane
  7. Walls
  8. Guilty If I
  9. World of the Closed Graves
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