WHITESNAKE – 1987

Pubblicato il 11/04/2011 da
voto
9.5
  • Band: WHITESNAKE
  • Durata: 00:53:00
  • Disponibile dal: 07/04/1987
  • Etichetta: EMI
  • Distributore: EMI

Fino al 1984 i Whitesnake erano stati soprattutto un fenomeno musicale europeo. Il gruppo infatti aveva inciso dischi molto belli, ma questi avevano sempre mancato, con gran cruccio del leader David Coverdale, il bersaglio del mercato U.S.A. Poi venne “Slide It In” e la band cominciò lentamente a fare breccia nei cuori del pubblico d’oltreoceano. Ora bisognava sferrare il colpo decisivo. Peccato che a questo punto i Whitesnake, come vera band, non esistessero più già da tempo, sostituiti da un vai e vieni di sessionist di lusso al servizio del sempre più capriccioso David Coverdale. Quando la band entrò in studio nel 1985 per dare un seguito al suddetto “Slide it in”, l’unico sopravvissuto della line up precedente era, oltre a Coverdale, il bassista Mel Galley, cui vennero affiancati il batterista Aynsley Dumbar (Journey) e il chitarrista John Sykes (Thin Lizzy). Sistemata la questione dei componenti della band, il singer dovette  affrontare un grave problema alle corde vocali, cui pose rimedio con una delicata operazione e sei mesi di riposo assoluto, in seguito ai quali poté rimettersi al lavoro. Le registrazioni si conclusero a fine 1986, ma quando l’album uscì nell’aprile dell’anno seguente nessuno dei musicisti coinvolti nella sua realizzazione, tranne Coverdale ovviamente, era ancora in seno alla band. Così, sebbene sulla copertina dell’album fossero ancora accreditati Sykes, Dumbar e Galley, di fatto a comparire nei video dei singoli tratti dal disco fu la nuova formazione del gruppo: Adrian Vandemberg e Vivian Campbell alle chitarre, Rudy Sarzo al basso e Tommy Aldridge alla batteria. A complicare ulteriormente le cose, il disco ebbe ben tre titoli diversi ("1987" in Europa, “Whitesnake” negli U.S.A. e “Serpens Albus” in Giappone) e due differenti  tracklist, una con nove pezzi per il mercato americano e una con undici per quello europeo. “Still Of The Night” deve molto a “Black Dog” della band di Page e Plant e scopre subito le carte in tavola: il sound si fa più duro ma straordinariamente catchy. Su tutto dominano le vocals di Coverdale, che non nasconde affatto il suo amore per il “Bombardiere marrone”, ma anzi si sforza quanto può di rivaleggiare con l’illustre collega. Anche il video di accompagnamento della canzone segna un palese tributo agli Zeppelin, con Vandemberg che, nel lungo break strumentale, imbraccia l’archetto ad imitazione di quanto oltre un decennio prima usava fare Page. “Bad Boys” è uno straordinario uptempo colmo di adrenalina e rappresenta il vero e proprio punto di rottura con i vecchi Whitesnake e non a caso durante il tour di supporto fu scelto come brano di apertura. La successiva “Give Me All Your Love Tonight” è un astuto brano imperniato su sonorità più cromate che abbraccia idealmente le US chart, senza per questo perdere un grammo di potenza ed eleganza. Da rimarcare le straordinarie linee vocali di David Coverdale, di pari passo con un guitar solo di John Sykes da tramandare ai posteri. I toni si fanno più soffusi con “Looking For Love” – brano criminalmente estromesso dalla versione americana – una semi ballad dotata di tutti gli attributi per diventare una immortale hit assieme a “Is This Love”. Da antologia la coda del brano con un Sykes che sembra preso dal sacro furore. La band decide di rimuovere la polvere su “Crying In The Rain” – già presente su “Saints And Sinners” del 1982 – donandogli una nuova veste meno blues e più rock – con Coverdale ancora sopra le righe e Sykes che nel suo stupendo guitar solo fa mangiare la polvere a tanti illustri colleghi dell’epoca. Nota curiosa: durante gli show la canzone viene usualmente spezzata in due dal furioso drum solo di Tommy Aldridge  che, in un’ennesima citazione al Dirigibile, suona i tamburi a mani nude. La ballatona “Is This Love” è probabilmente il brano simbolo di questa incarnazione della band: la struttura è cesellata nei minimi particolari dalla scintillante produzione di Keith Olsen, che ha avuto il merito di regalare al pubblico una all time classic del genere. Il solare class metal di “Straight From The Heart” – gemma nascosta in un disco colmo di potenziali hit single – vede le sfavillanti tastiere formare un’eccezionale accoppiata con il dinamitardo guitar riffing. Un solenne e pomposo intro di tastiere ci trascina in “Don’t Turn Away”, atipico mid tempo ricoperto da un velo di malinconia, segnato dai precisi stacchi di batteria di Dunbar. “Childern Of The Night” va di pari passo con “Bad Boys”, risultando insieme a questa il brano più venato di riflessi metallici del disco, ricordando ai più distratti che gli ‘Snake’ sono comunque una hard rock band di razza. Il remake di “Here I Go Again”, anch’essa presente in origine su “Saints And Sinners” è introdotta da un arioso tappeto tastieristico che lascia poi spazio ad una semi ballad dal tono straordinariamente catchy, nella quale il cantante tocca delle vette quasi impossibili, facendoci seriamente riflettere sui preziosi trucchi offerti da Olsen. Altra nota curiosa: un remix molto più guitar-oriented del pezzo contribuì al successo dell’album, giungendo al numero uno della classifica dei singoli. La rocciosa “You’re Gonna Break My Heart Again” – esclusa anch’essa dalla versione americana – sembra una “Children Of The Night” parte seconda, che non aggiunge un granché ad un disco comunque eccezionale. Grazie a quattro singoli di gran successo, l’album sbancò le classifiche U.S.A. divenendo in breve non solo il più grosso successo commerciale del gruppo, ma anche, dall’alto dei suoi dodici milioni di copie vendute, uno dei dischi rock simbolo degli anni ’80. Se proprio vogliamo trovare una pecca all’album, è il suo essere stato costruito a tavolino per piacere ad ogni costo. D’altra parte, anche la perfezione ha il suo prezzo.

Si ringrazia Diego “Dr.Zed” Zorloni per la fattiva collaborazione.

TRACKLIST

  1. Still Of The Night
  2. Bad Boys
  3. Give Me All Your Love
  4. Looking for Love
  5. Crying in the Rain
  6. Is This Love
  7. Straight for the Heart
  8. Don't Turn Away
  9. Children of the Night
  10. Here I Go Again
  11. You're Gonna Break My Heart Again
1 commento
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