WHYZDOM – Of Wonders And Wars

Pubblicato il 15/09/2021 da
voto
7.0
  • Band: WHYZDOM
  • Durata: 00:59:12
  • Disponibile dal: 17/09/2021
  • Etichetta:
  • Scarlet Records
  • Distributore: Audioglobe

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I Whyzdom sono stati spesso criticati per la loro scarsa originalità, per il loro limitarsi a seguire stilemi già ampiamente consolidati, sulla scia di act come Epica o Nightwish, senza però di fatto essere mai riusciti a raggiungere il loro livello compositivo e qualitativo. A tal riguardo, magari è pur vero che il gruppo francese non abbia inventato nulla e che nel suo stile vi siano forti influenze di band come quelle ora menzionate, però bisogna altresì osservare che, se il combo transalpino è giunto a pubblicare il suo quinto full-length (e per giunta per un’etichetta come la Scarlet), qualche motivo c’è e non può trattarsi di un caso.
Certamente lo stile proposto dai Whyzdom può essere definito in maniera alquanto chiara: si tratta di un metal sinfonico, ricco di cori e orchestrazioni, fondato il più delle volte su riff duri e pesanti e su una sezione ritmica molto veloce, di stampo power. La voce della cantante Marie Mac Leod spazia da un cantato classico ad un’impostazione lirica, specialmente nei passaggi più duri, ma sa essere all’occorrenza anche delicata ed eterea. Questa versatilità che le viene richiesta finisce per essere un po’ un’arma a doppio taglio, perchè se da una parte è tale da consentire una certa varietà espressiva, talvolta viene proposta con cambi repentini e improvvisi che non creano un effetto particolarmente gradevole.
Si può tuttavia notare altresì che la band, sempre più capitanata dal chitarrista Vynce Leff, il quale, dopo l’abbandono del bassista Demurger e del tastierista Ruhlmann, si occupa ora anche del basso e delle orchestrazioni, prova pure alcuni approcci alquanto sperimentali: ad esempio, l’iniziale “Wanderers And Dreamers” catapulta l’ascoltatore all’improvviso nel bel mezzo del ritornello, con un accompagnamento ritmico molto tirato, quasi forzato, per poi virare su sonorità più morbide. Molto bello l’utilizzo delle orchestrazioni in “Pyramids”, dove vengono utilizzati timbri che evocano strumenti antichi e sonorità orientaleggianti, facendo da contrasto a riff moderni e quasi industrial. In generale, in effetti, si può riscontrare come venga fatto un uso sapiente delle varie sonorità nelle orchestrazioni, in grado di richiamare e a volte anche introdurre il tema principale. A tal riguardo, citiamo ad esempio le fanfare solenni di un altro brano dedicato a un monumento antico, “Stonehenge” o ancor più il senso di trambusto, le campane e il rumore di sirene in “Notre Dame”, un accorato omaggio che Leff fa alla cattedrale parigina (come si ricorderà, devastata da un brutto incendio ad aprile del 2019): peraltro, ci ha colpiti la capacità dell’autore di descrivere quello che rappresenta per lui, pur definendosi un ‘non credente’, questo meraviglioso monumento, tanto che il brano non ha lasciato indifferenti nemmeno noi – pur da non parigini – rispetto a quello che è, di fatto, un patrimonio dell’intera umanità. Sempre su “Pyramids,” i Whyzdom si mettono in mostra anche con bei cori polifonici, mentre al contrario non sembrano riuscite particolarmente bene le voci che si lanciano nei versi di un improbabile latino in “Ariadne”, un brano a sfondo mitologico, ispirato alla storia di Arianna e del Labirinto del Palazzo di Cnosso, tutto sommato però poi niente male nel suo sviluppo successivo. Del resto, non possiamo mettere sullo stesso livello tutte le tracce del disco e in effetti ve ne sono alcune come “War” o “The Final Collapse” che ci hanno molto poco convinti. Tra gli aspetti positivi, va anche evidenziato, invece, come in linea di massima l’album denoti un buon gusto per le melodie: squisita in tal senso, “Touch The Sky”, ma sono alquanto orecchiabili anche la maggior parte dei refrain.
In conclusione, “Of Wonders And Wars” si porta dietro quelli che sono un po’ i pregi e i difetti dei Whyzdom, passando da qualche inaspettata acerbità a momenti in cui si ha la sensazione di trovarsi di fronte ad un autentico capolavoro: quando Leff e compagni (o chi per loro, ci verrebbe da aggiungere, con riferimento ad un eventuale produttore esterno di fiducia) riusciranno a trovare la quadratura del cerchio, potranno forse avere i riconoscimenti che meritano e, a quel punto, potranno forse anche scrollarsi di dosso l’etichetta scomoda di essere semplicemente una band derivativa, che si limita a seguire lo stile di altri gruppi più o meno noti del genere.

TRACKLIST

  1. Wanderers And Dreamers
  2. Child Of Damnation
  3. Stonehenge
  4. Ariadne
  5. Touch The Sky
  6. War
  7. Metropolis Lights
  8. Pyramids
  9. The Final Collapse
  10. Notre Dame
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