WIEGEDOOD – De Doden Hebben Het Goed

Pubblicato il 15/05/2018 da
voto
7.5
  • Band: WIEGEDOOD
  • Durata: 00:33:54
  • Disponibile dal: 20/04/18
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

Siamo al capitolo conclusivo della trilogia iniziata nel 2015 con “De Doden Hebben Het Goed” (qualcosa di simile ad ‘ai morti va bene’), esordio del trio belga. Il filo conduttore che unisce tutti i lavori è evidente, a livello grafico, concettuale e musicale. Ci troviamo infatti di nuovo idealmente immersi nelle solitarie campagne fiamminghe, sotto ad un cielo plumbeo, soli nella vastità della natura. Un urlo lacera la fissità di questo quadro e lo riempie di angoscia: inizia così “Prowl”, che colpisce con una furia quasi insolita, animata da un caos controllato che riporta ai migliori anni ’90 norvegesi. Un turbinio di riff a velocità sostenuta e momenti più cadenzati che sembrano rifarsi anche a gente come Inquisition. Una volta di più, insomma, i Nostri ci dimostrano come –  pur provenendo da altri ambiti del metallo estremo – i Wiegedood siano una black metal band a tutti gli effetti. Si prosegue lungo gli stessi binari, capaci di coniugare ritmi tirati e melodie oscure, dal feeling gelido e a tratti epico. Proprio la velocità è forse il tratto che distingue maggiormente questo album dal suo predecessore (“Doodskalm” è animata da un ottimo lavoro di batteria, capace di dare dinamismo e caratterizzare l’intero pezzo). Non mancano alcuni momenti di maggior tranquillità, in cui il ritmo rallenta decisamente (vedi la già citata “Doodskalm”), nei quali emerge il lato più moderno e lievemente imbastardito con ‘altro’ rispetto al black metal tutto sommato abbastanza old school che anima i frangenti maggiormente aggressivi e tirati. La title-track si dimostra ottimo connubio di questi diversi aspetti, con una partenza sinistra ed intimistica, quasi sottovoce, che sfocia in un brano ritmato, sorretto anche qui da un drumming degno di nota e da melodie chitarristiche ripetute ossessivamente. Il risultato è tagliente ma catchy, capace quindi di staccarsi dal resto del lavoro e farsi ricordare. Con “Parool” torniamo alla violenza che ha caratterizzato il brano di apertura, come a voler chiudere simbolicamente un cerchio. Quattro brani per poco più di mezz’ora di musica, una formula già adottata in passato e che si rivela vincente anche questa volta: non si ha l’occasione e nemmeno il tempo materiale di annoiarsi. Volendo muovere una critica al terzetto fiammingo, potremmo dire che il materiale proposto ha davvero molti punti in comune con quanto pubblicato in precedenza, tanto che potremmo idealmente andare oltre il concetto di trilogia per arrivare a quello di album triplo. Questo può essere considerato un limite, resta però innegabile la qualità delle composizioni e la scorrevolezza con la quale si ascolta il disco. Una prova nel complesso decisamente positiva, capace di unire atmosfera e aggressività senza cadere in soluzioni troppo scontate e con un’ottima capacità di sintesi.

TRACKLIST

  1. Prowl
  2. Doodskalm
  3. De doden hebben het goed III
  4. Parool
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