WILDERNESSKING – Mystical Future

Pubblicato il 15/03/2016 da
voto
7.5
  • Band: WILDERNESSKING
  • Durata: 00:43:06
  • Disponibile dal: 29/01/2016
  • Etichetta: Sick Man Getting Sick Records
  • Distributore:

“Post” black metal. Quante volte negli ultimi anni abbiamo letto o sentito questa definizione? Tante, forse troppe, al punto da scadere nel ridicolo e da storcere il naso alla vista dell’ennesimo gruppo in camicia di flanella intento a ripercorrere – non senza scivoloni e difficoltà – i passi dei maestri Altar of Plagues, Deafheaven e Wolves in the Throne Room. Una situazione per certi versi paragonabile al cosiddetto revival old school death metal, dove le band-fotocopia ormai si sprecano e gli album veramente degni di nota si contano sulle dita di una mano, che però non preclude la possibilità di imbattersi in qualche piccola sorpresa, capace di distinguersi per l’efficacia del suo songwriting e di offrire una piacevole alternativa ai capisaldi del genere. Tutto questo preambolo per asserire un semplice concetto: “Mystical Future”, secondo full-length dei sudafricani (!) Wildernessking, non sarà forse il nuovo “Sunbather” o “Celestial Lineage”, ma resta comunque un’opera che i seguaci del suddetto filone farebbero bene a non ignorare, in cui la mancanza di personalità è sopperita da una capacità pressoché innata di imbastire trame eteree e vibranti e dove ai barocchismi vengono puntualmente preferite abbondanti dosi di spontaneità e immediatezza. Un disco elegante, misurato in ogni suo aspetto (compreso quello relativo alla durata), che attraverso maestose cavalcate e tenui digressioni racconta le euforie, i sogni e le delusioni di una giovane vita, ammaliando fin dal primo ascolto e denotando una compattezza tutt’altro che usuale in certi ambienti. I brani, pur prendendosi il loro tempo, hanno l’indubbio pregio di sgorgare fluidi, reattivi e limati da ogni forma di ridondanza, in un gioco di somma e sottrazione avente come addendi riff malinconici, ritmiche pulsanti e – quando il caso lo richiede – synth e vocals femminili, con l’opener “White Horses”, l’arrembante “I Will Go to Your Tomb” e la conclusiva “If You Leave” a sintetizzare al meglio la commistione di influssi “cascadian”, black-gaze e post-rock operata dal quartetto di Cape Town. In sostanza, non siamo di fronte a nulla di nuovo: qui la differenza la fanno soltanto la cura nei dettagli, maniacale, e la competenza con cui vengono rielaborati spunti altrui, solidissima, per un risultato finale tanto semplice quanto emotivamente struggente. L’equivalente sonoro di un diario letto alle prime luci dell’alba, sotto cieli tinti di rosa pastello, in cui perdersi per ritrovare un frammento del proprio lato più intimo e nascosto.

TRACKLIST

  1. White Horses
  2. I Will Go to Your Tomb
  3. To Transcend
  4. With Arms like Wands
  5. If You Leave
1 commento
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