WILDERUN – Epigone

Pubblicato il 04/01/2022 da
voto
8.0
  • Band: WILDERUN
  • Durata: 01:11:07
  • Disponibile dal: 07/01/2022
  • Etichetta:
  • Century Media Records

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“Il termine ‘epigono’ indica un seguace o un imitatore, o una sorta di subalterno, ed è solitamente usato nel contesto dell’arte o della filosofia. Ogni canzone di questo album è alle prese con quel concetto in qualche modo, ognuna attraverso un diverso punto di vista”; queste le parole con cui Evan Berry presenta il nuovo album dei suoi Wilderun e si capisce subito come “Epigone” sia un’opera nata da una motivazione importante, con un forte concetto di base, ossia la ricerca di una strada personale per diventare artista, con tutte le frustrazioni che ne conseguono. E la pandemia ha dato a queste parole un significato concreto: dopo anni di sofferenze la band era riuscita ad ottenere un contratto importante con la Century Media, ad avere l’esposizione che meritava e a suonare in festival di livello ma, nel momento in cui stava per comporre i nuovi pezzi, ecco il Covid a troncare tutti i loro sogni. I componenti del gruppo per diversi mesi non si sono potuti incontrare e hanno deciso di cambiare i loro programmi, andando a lavorare su materiale che era in archivio da quasi dieci anni, scritto dallo stesso Evan prima che i Wilderun si formassero.
“Epigone”, per forza di cose, risulta essere un album che ha risentito di questo processo di creazione differente rispetto al passato ed è parecchio distante da “Veil Of Imagination”: sicuramente complesso e sofisticato come il suo predecessore, ma anche introspettivo e per certi versi oscuro, una riflessione del momento buio che la band, ed il mondo intero, stava vivendo al momento della sua composizione. Dal punto di vista musicale, si ha un avvicinamento – non definitivo ma notevole – al progressive vero e proprio, quello moderno di band quali Riverside o Pain Of Salvation, e la scelta sembra essere azzeccata, in quanto questi suoni sono decisamente nelle corde degli americani. Non mancano le sfuriate death metal, che sono ancora un elemento fondamentale del suono e – come sempre in queste sezioni, con tanto di profondo growl – si sente netta l’influenza degli Opeth. E’ di nuovo presente anche una certa ispirazione folk che fa capolino in diversi pezzi, mentre il lavoro di Wayne Ingram, che si è occupato ancora una volta delle orchestrazioni, è particolarmente in evidenza e numerosi sono gli arrangiamenti sinfonici dal forte gusto cinematico, sia nei brani più semplici come la acustica “Exhaler”, sia in quelli più lunghi e stratificati come “Woolgatherer”. Ma il pezzo forte dell’album è in chiusura: l’epica “Distraction”, divisa in quattro movimenti ma in realtà un’unica canzone, che in venti minuti passa da momenti pacati e riflessivi ai suoni più heavy di tutto il disco. Una “colonna sonora per il teatro della mente”, come i Wilderun amano definire la loro musica.

TRACKLIST

  1. Exhaler
  2. Woolgatherer
  3. Passenger
  4. Identifier
  5. Ambition
  6. Distraction I
  7. Distraction II
  8. Distraction III
  9. Distraction Nulla
  10. Everything In Its Right Place (Radiohead Cover - Bonus)
  11. Exhaler (Synth Mix - Bonus)
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