WILDERUN – Veil Of Imagination

Pubblicato il 11/07/2020 da
voto
7.5
  • Band: WILDERUN
  • Durata: 01:06:12
  • Disponibile dal: 17/07/2020
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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I Wilderun sono una progressive metal band proveniente da Boston, attiva dal 2008 per iniziativa del cantante e chitarrista Evan Berry che, però, solo dal 2012 si è circondato di altri musicisti, dando vita ad un vero e proprio gruppo. “Veil Of Imagination” è il loro terzo album, realizzato alla fine del 2019, mixato da Dan Swanö e masterizzato da Jens Bogren, e finanziato dalla band stessa per una pubblicazione indipendente. Nel 2020 i Wilderun si sono però accasati presso la Century Media, che ha subito ristampato l’album fornendo un supporto adeguato. Ciò che si nota immediatamente ascoltando il disco è l’altissima complessità di quanto viene proposto: otto brani, tra cui uno strumentale, per più di un’ora di musica con continui cambi di ritmi ed atmosfere, in cui ogni dettaglio è curato nei minimi particolari, grazie anche a capacità tecniche fuori dal comune. Il punto di riferimento principale sembrano essere gli Opeth del periodo “Blackwater Park”, con esplosioni death alternate a momenti melodici, in un gioco di luci ed ombre che contraddistingue buona parte dei brani. L’altro elemento caratterizzante è il folk metal, in una forma estrema e solenne che può ricordare band come Turisas o Wintersun, talvolta addirittura gli Enslaved più maestosi. Infine, non bisogna dimenticare l’interesse di alcuni membri dei Wilderun per l’aspetto sinfonico della musica (colui che si occupa delle orchestrazioni in quest’album, Wayne Ingram, è anche compositore di colonne sonore di film e videogiochi, e ha collaborato con Hans Zimmer in passato). Brutalità, prog, soffici momenti acustici, inserti cinematici, piano e sintetizzatori, voci pulite e growl, testi oscuri e sicuramente non facili da interpretare: tutto ciò va a creare un’altalena di emozioni che trovano un perfetto bilanciamento in tutti i lunghi e complessi brani e prendono forma e colori anche nella splendida copertina, in cui una figura inanimata e morente è circondata da un paesaggio al contrario colorato e vivissimo, quasi a trasmettere la voglia di connettersi con l’essenza del mondo. Al contrario poi di quanto farebbero pensare i generi proposti, più vicini ad un gusto nordeuropeo, qui la sensibilità è totalmente legata alle radici americane della band che, in passato, ha dichiarato espressamente di voler scrivere e suonare folk metal approfondendo la storia popolare ed il folklore del loro paese d’origine. L’esempio più fulgido di questa grandiosità è il brano iniziale “The Unimaginable Zero Summer” che, in una durata vicina ai quindici minuti, dopo un’introduzione in spoken word, si dipana tra delicati passaggi acustici, feroci accelerate death e momenti epici e corali. Non è un album perfetto, in alcuni frangenti i vari spezzoni non sembrano amalgamati in modo naturale e, soprattutto, la complessità di certi passaggi è nemica dell’immediatezza; allo stesso tempo, però, non si può non essere conquistati dal coraggio e dall’ambizione necessari per dare vita ad un’opera di questa portata.

TRACKLIST

  1. The Unimaginable Zero Summer
  2. O Resolution!
  3. Sleeping Ambassadors Of The Sun
  4. Scentless Core (Budding)
  5. Far From Where Dreams Unfurl
  6. Scentless Core (Fading)
  7. The Tyranny Of Imagination
  8. When The Fire And The Rose Were On
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