WILDHUNT – Aletheia

Pubblicato il 30/12/2025 da
voto
8.0
  • Band: WILDHUNT
  • Durata: 00:46:24
  • Disponibile dal: 02/01/2026
  • Etichetta:
  • Jawbreaker Records

Spotify:

Apple Music:

Nuovo album dei Satan? No scusate, ci siamo sbagliati; tuttavia, per un attimo, ascoltando “The Holy Pale”, abbiamo pensato che Brian Ross e compagni avessero rilasciato, a sorpresa, il seguito dell’ultimo “Songs In Crimson”.
E invece no: il qui presente “Aletheia”, in uscita il 2 gennaio dell’imminente 2026, per la Jawbreaker Records, è il secondo lavoro in carriera dei Wildhunt, manipolo austriaco guidato Wolfgang Elwitschger, che torna a riempire gli scaffali metallici a distanza di dieci anni dall’esordio targato “Descending”. E di fattori, dal 2016 ad oggi ne sono cambiati parecchi, e decisamente in meglio.

Certificati alcuni cambi di line-up, è la proposta globale della band ad aver modificato le proprie coordinate. Quello che poteva essere identificato come un thrash metal molto legato alle ‘direttive’ imposte da Metallica e Megadeth, si è letteralmente raffinato, inglobando elementi epici e tipici della NWOBH.
Da qui il rimando a nomi quali Mercyful Fate e, soprattutto, Satan. E’ in particolar modo la voce di Wolfgang (nomen omen) a rendere similare il proprio gruppo con quello britannico: l’ugola diabolica, con tonalità orchestrali, ha infatti molto da spartire con quella del collega più maturo dei Satan.
Ma al netto di questo parallelismo vocale, è l’impianto strumentale ad aver arricchito lo spartito.

L’intro di tre minuti “Touching The Ground” ha dei leggeri richiami alle note iniziali della “Blackened” di Hetfield e soci, se non altro per quell’incedere che alza la tensione, sino all’esplosione della vera opener “Holy Pale”.
Ed è a questo punto che possiamo gustarci la nuova veste dei Wildhunt o, per citare la copertina molto rètro, scoprire la verità (appunto “Aletheia”) sul vero volto del gruppo austriaco, capace di costruire un energico ottovolante sul quale le emozioni si divertono a compiere più di un’impennata.
La mistura thrash/epic di “Holy Pale” ci porta potenza e melodia, allineando atmosfere vintage con una produzione fresca e moderna; con lo stacco posto a metà brano a gettare un oscuro tonfo in terra danese, dove i rintocchi desolanti della compagine di King Diamond hanno fatto la storia. Un lungo intervallo strumentale che attesta le qualità del quartetto viennese, anticipando una seconda fase più ritmata e godereccia.
Una prima fiamma, alimentata dalla successiva “Made Man” la quale ha il pregio di far ulteriormente scoppiettare le scintille tecniche della band, impartendo una sontuosa lezione di stile; sicuramente una delle hit dell’intero album.

Due raggi luminosi improvvisamente annebbiati da una sensazione di sonnolenza: la realtà ed il sogno prendono il sopravvento (“Kanashibari”) portandoci in una dimensione onirica, forse leggermente meno impattante ma di altrettanto spessore, ponendo un altro tassello positivo in casa Wildhunt.
Anche perché, quanto arriva di seguito, ci rimette perfettamente sui binari eccellenti percorsi ad inizio album. La title-track è sublime nel suo ergere una sorta di preghiera alla ‘dea’ Aletheia: un’autentica danza intorno alla quale la band si diverte a sciorinare sinuosi riff, giocando con il piede sull’acceleratore, lasciando all’ascoltatore il facile compito di emozionarsi lungo tutto gli oltre sette minuti.

Ed a proposito di durata, a chiudere il cerchio filosofico tracciato dal gruppo austriaco ci pensa “Sole Voyage”, un epico viaggio, un’avventura musicale lunga dodici minuti, in cui Wolfgang e compagni mettono sul tavolo l’intero pacchetto delle proprie armi, dove trova spazio anche uno stacco dalle tinte andaluse, a dimostrazione del notevole tasso di creatività espresso dalla band di Vienna.
“Aletheia” si dimostra quindi come un disco che fa rizzare le antenne, obbligandoci a chiederci il perché questi Wildhunt siano rimasti all’oscuro fino ad ora. Ma se il risultato è questo, l’attesa è stata più che giustificata.

TRACKLIST

  1. Touching the Ground
  2. The Holy Pale
  3. Made Man
  4. Kanashibari
  5. In Frozen Dreams
  6. Aletheia
  7. Sole Voyage
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.