WINDIR – 1184

Pubblicato il 01/01/2018 da
voto
9.0
  • Band: WINDIR
  • Durata: 00:51:34
  • Disponibile dal: 19/11/2001
  • Etichetta:
  • Voices Of Wonder

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Quando si parla di viking metal le reazioni sono molteplici e spesso tra loro estreme: esaltazione adolescenziale o aperta derisione, o più spesso la compassata indifferenza di chi si ritiene un ascoltatore esperto e superiore a determinate questioni, sopravvissuto ad un trend di ormai qualche anno fa (ricordate quando i vari Heidenfest e Paganfest facevano tappa fissa in Italia?). Ma ci sono band che si sono conquistate il rispetto anche di chi non ama o non segue questo filone metal, e i Windir sono senza dubbio tra gli esempi più calzanti che si possano fare. Valfar – al secolo Terje Bakken – l’uomo dietro a questo progetto, è stato capace di fondere il proprio approccio alla musica con l’importante eredità dei Bathory di seconda generazione, rendendo estremamente personale un discorso musicale che alla metà degli anni ’90 (epoca delle prime demo di Windir) veniva esplorato da Enslaved, Isengard e Storm, Falkenbach e Vintersorg, per fare qualche nome. Abbiamo aperto con il termine ‘viking’, che è – come spesso accade – riduttivo rispetto all’opera di cui parliamo, oltre che più in generale un’etichetta fallace (gli Unleashed, pur possedendo un immaginario e un’iconografia che deve moltissimo alla mitologia norrena, sono senza alcun dubbio una band death metal). Musicalmente i Windir incrociano e mescolano black metal, elementi sinfonici, folk scandinavo e sentori heavy/thrash, con uno spiccato feeling epico. Le tematiche vichinghe sono naturalmente fondamentali: “1184” si riferisce all’anno nel quale ha avuto luogo la battaglia di Fimreite, con cui il legittimo re di Norvegia Magnus Erlingsson fu sconfitto dall’usurpatore Sverre Sigurdsson. “Todeswalzer” è uno degli incipit più incisivi di sempre: aggressivo ma intriso di melodia ed estremamente ritmato, questo brano riassume in sé molto dell’intera opera. L’uso delle tastiere – qui come nel resto del disco – è preminente, senza con ciò arrecare alcun danno alla potenza dei brani, anzi. E’ la prima volta che Valfar è coadiuvato da un’autentica band, soluzione che aggiunge corpo alle composizioni, che si giovano di una produzione cruda e sufficientemente pulita. La title-track è il perfetto esempio di come si possa unire un riffing heavy, furia black metal, cori epici e melodie tradizionali risultando convincenti e credibili. E’ impossibile non continuare citando la dura “Dance Of The Mortal Lust”, che mette ulteriormente in luce uno dei più grandi meriti della band di Valfar, ovvero la capacità di mantenere sempre alta e costante la tensione, grazie a soluzioni ritmiche che fanno costantemente muovere la testa, melodie cantabili e – perché no – ballabili (nel modo in cui potrebbe ballare Hera, la protagonista della pellicola islandese “Malmhaus”). E i Windir riescono in questo senza perdere un briciolo di epicità o di classe, ben diversamente rispetto ai risultati da sagra della porchetta di provincia che molti altri, saltati sul carrozzone pagano, ci costringeranno ad ascoltare di lì a poco. Non è semplice scegliere alcuni brani su altri, “1184” è un lavoro solido, compatto dal punto di vista delle atmosfere evocate e della qualità costante, ma variegato di infinite sfumature al suo interno. “Destroy” è un urlo di guerra cupo e cadenzato, che richiama in alcune soluzioni i primissimi Finntroll, band coeva e vicina al polistrumentista norvegese. A suggellare questo piccolo gioiello pagano vi è “Journey To The End”, lunga cavalcata epica e malinconica che sfuma progressivamente in un tappeto di tastiere liquide e pulsante, che può facilmente risultare straniante ad un primo ascolto in quanto stilisticamente non allineato con quanto eravamo abituati a reputare ‘metal’. Benché i Windir resteranno per sempre confinati nell’underground (anche se forse le cose sarebbero andate diversamente senza la tragica e improvvisa dipartita di Valfar nel 2004) non abbiamo timore di definire “1184” come una pietra miliare di un sottogenere del metal estremo tutt’ora tra i più seguiti, il prodotto fiero e genuino di un ragazzo che è stato in qualche modo un genio, e anche – proprio per questo – un disco capace di mettere d’accordo un pubblico trasversale.

TRACKLIST

  1. Todeswalzer
  2. 1184
  3. Dance Of Mortal Lust
  4. The Spiritlord
  5. Heidra
  6. Destroy
  7. Black New Age
  8. Journey To The End
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