WINDS OF PLAGUE – Blood Of My Enemy

Pubblicato il 15/11/2017 da
voto
6.5
  • Band: WINDS OF PLAGUE
  • Durata: 00.32.25
  • Disponibile dal: 27/11/2017
  • Etichetta: eOne Music
  • Distributore: Audioglobe

“Deathcore” resta una parolaccia per la maggior parte dei metallari, figuriamoci se alla ricetta classica si affianca un’estetica hardcore e una componente sinfonica come hanno fatto i Winds Of Plague. Da perfetti zimbelli della fazione ‘true’ i californiani hanno costruito la propria fortuna sul debutto “Decimate The Weak” – in prospettiva un vero e proprio classico del deathcore – riuscendo a cavalcare l’onda del successo per qualche anno. Una pausa relativamente breve ed eccoli di nuovo in pista, con il vocalist Johnny Plague e il batterista Art Cruz come unici membri ‘storici’ a guidare una formazione pesantemente rimaneggiata. Gli elementi topici ci sono tutti: i samurai nell’artwork, l’aggressione continua, le cafonate al mic, le tastiere horror, il growl cacofonico e Adrienne Cowan (Seven Spires) dopo Kristen Randall e Alana Potocnik a continuare la saga della ‘figa alle tastiere’ insegnata dai Bleeding Though. Siccome il genere è invecchiato precocemente spariscono breakdown ad oltranza e growl bassissimi, e siccome la band è praticamente nuova via anche tutti quegli elementi progressive non alla portata del gruppo per una formula alleggerita e diretta, che introduce una componente nu-metal alla pari di molte formazioni coetanee (“5150”). Finchè i WOP si attengono alla formula ‘deathcore sinfonico con enfasi sulle parti hardcore’ (“Nameless Walker”, “Never Alone”) il disco regge bene. Qualche novità, come il coro melodico di “Blood of My Enemy”, può lasciar perplessi. Quando invece si spinge un po’ troppo sull’estremo, come accade nella seconda parte del disco, potrebbe scappare qualche sbadiglio. “What the fuck is up motherfuckers? / This is Winds of Plague on that 2008 shit!” urlava Johnny in “Reloaded”, spaccando l’audience a metà e segnando la vetta della band: riacchiappare questo momento sarebbe impossibile oggi ma per chi nella loro totale ingenuità ha amato questi coatti “Blood Of My Enemy” può essere un piacevole tuffo dieci anni indietro… imbarazzo compreso.

TRACKLIST

  1. A New Day
  2. Nameless Walker
  3. Kings Of Carnage
  4. Soul Eater
  5. From Failure, Comes Clarity
  6. Blood Of My Enemy
  7. Snakeskin
  8. Never Alone
  9. 5150
  10. Either Way You Lose
  11. A Walk Among The Dead
  12. Dark Waters
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