7.5
- Band: WINDSWEPT
- Durata: 00:28:04
- Disponibile dal: 31/05/2024
- Etichetta:
- Primitive Reaction
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Nuova prova per la band di Roman Saenko, mastermind degli ucraini Drudkh, che torna sulle scene con un nuovo EP di quattro brani per ben ventotto minuti di black metal rabbioso e grondante sangue, e la cosa non potrà che far piacere agli amanti della nera fiamma.
Il black proposto è urticante, mordace, porta alla mente oscure sortite nei meandri più morbosi dell’anima, ma riesce anche in questa uscita a risultare figlio di una composizione attenta e di fattura pregiata. Anche di fronte alla ringhiante furia cieca che assale l’ascoltatore, è infatti evidente la tipica malinconia che ritroviamo nel metal disincantato dei Drudkh (che di fatto suonano in questo EP, ad eccezione delle voci, qui ad opera di Winterherr dei Paysage D’ Hiver e di Meilenwald dei Ruins of Beverast, che si dividono equamente le quattro tracce), così come la costruzione sonora sempre assennata e, sebbene libera di esprimersi, mai lasciata a perdersi nella propria misantropia senza una direzione.
Se infatti i due brani più brevi, l’opener “Verbrannte Brücken” e “Drangsal” (cinque minuti ciascuna) rappresentano i momenti più efferati dell’EP, ritroviamo una scrittura invece più eclettica per le canzoni restanti, di sette e undici minuti. Tuttavia al di là di caratteristiche principali dei singoli brani, le composizioni sono tutte pugnaci e violente quanto atmosferiche, proprio in funzione (e conseguenza) di una foga espressiva tangibile e dolorosa.
Meno usuali sono forse i titoli e i testi in tedesco, ma la cosa rende il tutto ancora più austero in qualche modo, ad inspessire ulteriormente la quasi mezz’ora di musica proposta, che culmina nei richiamati undici minuti di “Jedes Todes Lohn”, il pezzo più ‘Drudkh’ del lotto, col suo inizio cadenzato, vibrante e ipnotico.
In questi quattro brani viviamo una drammaticità decisamente intensa, fatta di black metal tradizionale di stampo esteuropeo, che non trascende una sopita tristezza sfogata da urla rancorose e accelerazioni feroci, ma che fa brillare di luce opaca anche i momenti di maggior respiro, capaci di insinuarsi nelle vene dell’ascoltatore. Insomma, lo stato di salute di questo gruppo, mostrato da questo EP licenziato dalla Primitive Reaction (dopo che i lavori precedenti erano usciti su Season Of Mist), è di valore molto alto, e potrà fungere da ottimo spuntino per i fan dei progetti di Saenko, in attesa di qualcosa dal minutaggio più corposo.
