WINDSWEPT – The Great Cold Steppe

Pubblicato il 13/04/2017 da
voto
7.0
  • Band: WINDSWEPT
  • Durata: 00:33:48
  • Disponibile dal: 31/03/2017
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Un terrificante carillion che vi lasciamo l’oscuro piacere di riconoscere apre e chiude questo avvolgente esordio dei Windswept, band che possiamo identificare a tutti gli effetti come un side-project dei Drudkh. All’appello manca infatti solo il cantante Thurios, qui sostituito nelle parti vocali dal chitarrista Roman Saenko, ma al di là dei musicisti coinvolti, è soprattutto forte la sensazione di ascoltare una versione attraverso lo specchio della band madre. In questo lavoro i tre ucraini rovesciano parzialmente le premesse musicali che hanno informato la loro produzione, almeno a partire da “Microcosmos”: se nella loro forma base offrono un black metal atmosferico, rallentato e ossessivo, non privo di reminiscenze accostabili a un certo gusto folk, in questo lavoro viene semplificato l’impatto sotto forma di un assalto sonoro quadrato e costante, sempre edulcorato però da squarci più morbosi e opprimenti. La strada per questo risultato è quella segnata fin dai tempi d’oro del genere, ossia il tremolo riffing a due accordi, così in voga ultimamente nella scuola dell’Est Europa; ma ovviamente non sussistono dubbi che qui ci sia mestiere e non pedissequa imitazione. Brani come “Shrouded In Pale Shining, So Sleeps Infinite Ancient Steppe” o “The Great Sheperd Rides His Storms“, oltre a fare l’invidia degli Inquistion quanto a prosopopea, sono perfetti manifesti del black metal contemporaneo, in cui anche il lavoro sui piatti aiuta a creare un climax di violenza e introspezione insieme mirabile; a tal riguardo è evidente come, con le dovute proporzioni in termini di vendite, Vlad meriti di essere citato tra le eccellenze contemporanee dietro le pelli, al pari di compagni di avventura in extremis come il mostruoso Inferno o Darkside dei Mgla. Un ottimo ascolto senza difetti, quindi? In realtà no; abbiamo citato solo due brani, e bene o male il livello è alto e costante per tutto l’ascolto, ma nonostante la qualità messa in campo viene un po’ da chiedersi se questo progetto abbia poi molto senso di esistere. Le differenze con la band madre non sembrano giustificare un secondo monicker, a meno che, malignamente, non si voglia pensare a qualche problema con il succitato Thurios: staremo a vedere se il futuro arriderà a entrambe le formazioni o meno.

TRACKLIST

  1. Black Horizon Is The Gates of A Blizzard
  2. Shrouded In Pale Shining, So Sleeps Infinite Ancient Steppe
  3. The Stars Are Cold And Indifferent, Sow Their Gleaming Ashes
  4. The Great Shepherd Rides His Storms
  5. Blinding and Bottomless Abyss Is Howling
  6. A Spiteful Wind Buries All The Lonely Whispers
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