WINDSWEPT – The Onlooker

Pubblicato il 22/01/2019 da
voto
7.5
  • Band: WINDSWEPT
  • Durata: 00:37:35
  • Disponibile dal: 08/02/2019
  • Etichetta: Season Of Mist
  • Distributore: Audioglobe

Black metal, semplicemente black metal. Quello senza suffissi, senza giri di parole, senza troppe divagazioni. Quello che l’atmosfera la crea senza cercarla, che è essenza prima che musica, che è rabbia cieca prima che distorsione. Il nuovo disco dei Windswept, progetto partorito dalla mente di Roman Sayenko dei Drudkh, e praticamente dai Drudkh suonato, è un album feroce, crudo, registrato in pochi giorni e con segni d’improvvisazione, un approccio live necessario per catturare il momento e incidere frammenti di Ucraina sui solchi di questo nuovo lavoro.
L’album possiede quelle caratteristiche che sono il marchio di fabbrica della band madre, giri ipnotici, un continuo ritornare su loro stessi da parte di passaggi avvolgenti e sempre stranianti nella loro eleganza, ma lo fa con un afflato decisamente più grezzo, più terreno, certamente meno folk, nell’accezione più letterale del termine. Il lavoro dei Windswept vuole farci sentire il sapore del suolo e dell’umidità della steppa est europea, una sorta di intellettualità fatta di carte appallottolate su pavimenti di legno corrosi dall’incuria, di una decadenza permanente che sembra fare da contralto a una vacuità neanche tanto celata. E se è vero che da una parte si potrebbe pensare a una specie di Drudkh in versione ‘demo’, scheletrica, asettica, non possiamo che ben parlare di un disco come “The Onlooker”. L’innata capacità della compagine di disegnare trame sanguinanti e scarnificate sfocia nella maestria tipica degli ucraini, bravi nel proporre brani senza veri e propri cambi di registro, una cantilena asfissiante e senza sosta, mai monotona e mai veramente capace – o interessata a – uscire dal proprio guscio di sprezzante misantropia. Per fortuna, verrebbe da dire, perché i Windswept sono ostici proprio perché elitari, preziosi ma bisognosi di predisposizione, insomma, senza alcun difetto ma decisamente non per tutti. Parlavamo di black metal, giusto?

TRACKLIST

  1. I'm Oldness and Oblivion
  2. Stargazer
  3. A Gift to Feel Nostalgia
  4. Disgusting Breed of Hagglers
  5. Gustav Meyrink's Prague
  6. Insomnia of the Old Men
  7. Times of No Dreamers & No Poets
  8. Bookworm, Loser, Pauper
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