7.5
- Band: WINTER ETERNAL
- Durata: 00:30:58
- Disponibile dal: 13/02/2026
- Etichetta:
- Hells Headbangers
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I Winter Eternal sono la band del polistrumentista greco Soulreaper, trasferitosi in Scozia dal 2018. Su questo nuovo e quinto album troviamo altri strumentisti a supporto, ovvero V. Nuctemeron (Sacral Rage, Chainsaw e molti altri), Varvara Tsotra al violoncello e Dimitris Charisis ai violini ma, mentre l’ottimo contributo del primo è fondamentale, la presenza degli strumenti ad arco è qui del tutto marginale.
I Winter Eternal procedono spediti con la loro proposta black metal ormai collaudata sin dai tempi dell’interessante “Land Of Darkness” del 2021: ascoltare un gruppo come questo significa fare un tuffo nel passato, in quel meraviglioso passato della metà/fine degli anni ‘90 in cui un certo modo d’intendere il black metal, affiancato da intriganti melodie, esplose di prepotenza specialmente in Svezia, in grado di sfornare una serie di ottime band (e album annessi, ovviamente) difficili da dimenticare: Sacramentum, Necrophobic, Naglfar, Vinterland, Noctes oltre che ovviamente Dissection.
Stavolta il nuovo “Unveiled Nightsky” sancisce un nuovo status per questa realtà, che non è più una sorpresa (specialmente dopo i due buoni album passati): ovviamente l’originalità è un altro mondo, ma Soulreaper è un artista che ha una sua personalità ed un suo stile, per non parlare di un’ispirazione davvero invidiabile.
Per questo motivo, ascoltare i Winter Eternal non è un’esperienza nostalgica perché il nuovo album non fa ripensare e rimpiangere quegli anni d’oro, ma al contrario li fa rivivere nel loro splendore.
I brani possiedono sufficienti sfumature per poterli distinguere uno dall’altro, ma possono essere vissuti come un unico viaggio raccontato attraverso miti e leggende del passato, dal mito greco di Orfeo a quello della creatura Wendigo, appartenente al folklore algonchino.
L’opener “Born Of Winter’s Breath” è un piccolo capolavoro melodico di black metal, tirato e graffiante dall’inizio alla fine. La successiva “Omen Of The Cosmic Order” si apre con un main riff più arioso ed imperante, lanciato a tutta velocità creando un grande pathos, ma è nei rallentamenti che la maestosità del riffing si esalta, ed in questo i Winter Eternal ricordano parecchio gli svedesi Naglfar nonostante il lavoro di Soulreaper risulti più scarno.
“Nurtured By The Night” è un brano irrorato da una chitarra lacerante, che strazia l’anima e la coccola al tempo stesso: qui l’intensità si taglia davvero con il coltello ma quando il ritmo scema e l’atmosfera si fa tranquilla si nota un giro di basso davvero interessante, quasi virtuoso, che arricchisce il brano.
L’attacco di “The Deceiver’s Tale” è più epico di quanto si possa pensare e potrebbe cullare l’ascoltatore se non fosse che quasi subito si trasforma in un turbine black metal lanciato a tutta velocità. Va citata anche l’ottima “Echoes Of The Fallen Crown”, con ulteriori rimandi all’epos greco e, sebbene non si riesca a cogliere stilisticamente il marchio tipicamente ellenico nella musica dei Winter Eternal, è l’atmosfera mitica a collegare intimamente questa band ad un qualcosa di trascendentale.
Le sensazioni che trasmette questo album, oltre a farci fare un salto temporale nel passato, ci fanno alzare gli occhi in alto verso il cielo notturno di un gelido inverno, dove una flebile luna ormai calante non ha la forza di togliere la brillantezza alle innumerevoli stelle dell’arco celeste, come suggerito proprio dal titolo evocativo.
Se vi state chiedendo se ci sia del misticismo nella musica proposta dai nostri, la risposta è affermativa, perché il sound creato da questa band innalza gli animi al cielo e anche più in là, perché la dimensione che questa musica attira vicino a noi è quella mitica, divina. Pazienza se ci sarà chi non entrerà in contatto con questa sfera intima, ciò non toglie che questa band sia stata in grado di crearla ugualmente. Una band da seguire ed un album da gustarsi.
