WITCHCRAFT – Black Metal

Pubblicato il 11/05/2020 da
voto
6.5
  • Band: WITCHCRAFT
  • Durata: 00:32:59
  • Disponibile dal: 01/05/2020
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

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Magnus Pelander, leader degli svedesi Witchcraft, è sicuramente un personaggio difficile. Con la sua band, attiva dal lontano 2000, ha scritto pagine importanti dello stoner rock, influenzato dai riff dei Black Sabbath ma anche da un certo tipo di psichedelia e folk tipici degli anni ’70, con un’impronta occulta personale ed intrigante. Il sesto album della band arriva a quattro anni dall’ottimo precedente “Nucleus” e curiosamente si chiama “Black Metal”: a discapito del titolo, che farebbe presagire un inasprimento dei toni, infatti, l’opera è completamente acustica e del tutto diversa da ciò che è stato proposto nei dischi precedenti. Il cantante e chitarrista è addirittura l’unico musicista accreditato, tanto che ci si può chiedere come mai non abbia deciso di pubblicare “Black Metal” a proprio nome. Tutti i brani sono minimali, suonati con sola voce e chitarra con un piglio cantautorale che il frontman svedese aveva finora espresso solo nel suo esordio solista, “Time”, del 2016: allora però la sua musica, pur essendo altrettanto acustica, era permeata di psichedelia e arricchita da qualche arrangiamento un po’ più ricercato e complesso; niente di tutto ciò compare invece nel disco attuale (eccetto un pianoforte appena accennato in “Sad Dog”). I pezzi, presi singolarmente, raggiungono lo scopo che Pelander si era probabilmente prefisso, cioè quello di toccare le corde più intime dell’ascoltatore, creando un’atmosfera triste ma allo stesso tempo accogliente: in particolare l’opener “Elegantly Expressed Depressed Depression”, introspettiva e malinconica, si contraddistingue per una melodia ammaliante; “Free Country” sembra uscita da un’epopea western ed è forse l’unica concessione ad un minimo di allegria. La voce, elemento portante in un’opera come questa, è sempre evocativa e fa in modo che un’impalcatura così fragile possa reggere. D’altro canto, però, il fatto che non ci siano praticamente variazioni tra un brano e l’altro porta facilmente ad una sensazione di monotonia, se l’ascolto non è più che attento. Un album interlocutorio, sicuramente coraggioso (non è da tutti improvvisarsi novello Nick Drake dopo aver pubblicato album come “Firewood”), che spiazzerà chi si aspetta le classiche sonorità doom ma allo stesso tempo, come singolo episodio, ha ragione di esistere all’interno di una discografia come quella del gruppo di Örebro.

TRACKLIST

  1. Elegantly Expressed Depression
  2. A Boy And A Girl
  3. Sad People
  4. Grow
  5. Free Country
  6. Sad Dog
  7. Take Him Away
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