WITCHERY – In His Infernal Majesty’s Service

Pubblicato il 20/11/2016 da
voto
7.0
  • Band: WITCHERY
  • Durata: 00:39:17
  • Disponibile dal: 25/11/2016
  • Etichetta:
  • Century Media Records
  • Distributore: Sony

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Bel modo di celebrare il ventesimo anno di attività dei Witchery, questo “In His Infernal Majesty’s Service”. Il sesto disco degli svedesi infatti vede una band particolarmente in forma e sul pezzo, il che non è davvero mai scontato quando si parla di cosiddetti ‘supergruppi’; in questo caso possiamo invece dire che il progetto formato oggi da Patrik Jensen dei The Haunted con Sharlee D’Angelo e Rikard Rimfält, cui si sono aggiunti di recente la voce di Angus Norder (Nekrokraft) e le bacchette impazzite di Chris Barkensjö, ha centrato un bersaglio piuttosto interessante. Perché dietro ad un titolo volutamente pacchianotto, si nasconde un disco di solido black thrash metal, ispirato e che finge di prendersi sul serio con le sue arie oscure ma, in fin dei conti, mantiene intatta e in primo piano la propria vena thrash, assolutamente viva in riffing e passaggi fluidi nei quali artisti consolidati e ben rodati sanno come esprimersi e far brillare le proprie capacità. Corre tutto a cento all’ora qui in casa Witchery, e tra brani come “Zoroast” o “Netherworld Emperor”, con i loro uptempo, ed escursioni inviperite di casa Slayer come “Nosferatu” o “The Burning Of Salem”, con tutta un’aria che ricorda più i Sodom che non act di ineffabile black metal, arriviamo ad onestissimi quaranta minuti (per undici pezzi – la versione digipack ne conterrà tredici) che vanno per la loro strada senza grandi cali e con alcune spruzzate di classicissimo e sempre gradito heavy metal, come nella parte strumentale di “Feed The Gun”. Non cercavano, crediamo, alcuna particolare gloria nella composizione, e difatti non siamo a gridare al capolavoro, ma di certo non siamo nemmeno di fronte ad un lavoro nella media, giacché l’asticella pende nella metà alta, grazie anche ad una varietà dovuta all’innesto di brani che o rallentano un po’ il discorso – senza perdere un grammo di potenza, comunque – come nel caso di “In Warm Blood” o che giocano sulle atmosfere oscure da racconto lovecraftiano come in “Escape From Dunwich Valley”. L’apparato tecnico, manco a dirlo, è assolutamente brillante, e spicca la bella prova dietro le pelli di Barkensjö, che fa davvero un lavoro coi fiocchi, e la produzione riesce ad essere cristallina ma senza lesinare su quell’effetto un po’ sporco che restituisce il giusto ammontare di tenebra alle composizioni. Non il disco dell’anno, ma un paio di ascolti come si deve questo “In His Infernal Majesty’s Service” se li merita tutti.

TRACKLIST

  1. Levay-athan
  2. Zoroast
  3. Netherworld Emperor
  4. Nosferatu
  5. The Burning of Salem
  6. Gilded Fang
  7. Empty Tombs
  8. In Warm Blood
  9. Escape from Dunwich Valley
  10. Feed the Gun
  11. Oath Breaker
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