WITCHES OF DOOM – Funeral Radio

Pubblicato il 19/04/2020 da
voto
7.0
  • Band: WITCHES OF DOOM
  • Durata: 00:43:46
  • Disponibile dal: 03/04/2020
  • Etichetta: My Kingdom Music
  • Distributore: Audioglobe

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Dopo due album, “Obey” e “Deadlights”, che accanto alla matrice stoner/doom facevano trasparire un afflato dark rock evidente, amore per le atmosfere gotiche e qualche ben perseguita tentazione commerciale, i Witches Of Doom irrobustiscono il suono e si portano a pieno diritto in un contesto rigorosamente metal. Senza abdicare alla varietà di soluzioni denotata in precedenza, questo “Funeral Radio” ce li restituisce con un piglio ben più muscolare, soprattutto in raffronto a “Deadlights”, che aveva spesso i synth come motore trainante dei pezzi. Se in passato veniva immediato accostare l’operato del quartetto romano a dei The Sisters Of Mercy o Depeche Mode metallizzati, oppure sorgevano naturalmente i confronti con Moonspell e Paradise Lost in versione easy listening, in questo caso sono le venature sabbathiane e le stralunate peregrinazioni dei Monster Magnet a venire alla mente. Prendiamo ad esempio la titletrack, un midtempo che poco se ne frega di essere incalzante e si compiace di lasciarsi andare in torbidezze che quasi spingono verso le paludi della Louisiana. Uno slow motion solleticato da giri di chitarra tanto accattivanti quanto torbidi, melodie sinistre si insinuano sottopelle e disegnano un quadro fosco eppure seducente.
Richiami horror e divertimento, un feeling rafforzato da linee vocali che abbandonano i baritonali e ripercorrono le tonalità osbourniane e, ancor più da vicino, quelle della vecchia pellaccia Dave Wyndorf. La band si trova a suo agio in partiture dense e quadrate, come potrebbero essere quelle dell’opener “Master Of Depression”, asciugando in questo caso gli arrangiamenti per concentrarsi su una composizione basilare ma scrupolosa. Così che ci possiamo soffermare sulla forza dei riff e degli assoli, fedeli a un tradizionalismo omaggiante appunto Black Sabbath, Monster Magnet e, in misura lievemente inferiore, Danzig, senza scadere nella ‘ruberia’ di idee, trappola non così facile da eludere in questi ambiti.
I synth si ritagliano spazi inferiori che nei due capitoli discografici precedenti, però quando ci sono fanno sentire la loro importanza, come negli accenni licantropi di “Coma Moonlight”. Anche alleggerendo i toni e dandoci dentro con delle sfuriate di pura energia rock’n’roll, il gruppo non si perde, confezionando piccole hit (“Queen Of Suburbia”, “Sister Fire”), buone per arricchire le proprie playlist hard rock, accanto ai singoli di compagini più blasonate. I Witches Of Doom sono essenziali e veraci, si soffermano su una composizione centrata su quelli che dovrebbero essere i cardini di un buon pezzo rock e da lì portano alla nostra attenzione riff e ritmi avvincenti, che non si squagliano dopo i primi ascolti. A fare da collante, una voce potente e incisiva e ricami d’organo retrò che fanno molto Seventies. Qualche barlume di romaticismo affiora dalle placidità di “Ghost Train”, ma nel complesso “Funeral Radio” si fa portatore di un verbo metal possente, un crogiolo di brani che non pretendono di compiere rivoluzioni, solo di rielaborare con passione e competenza le fortunate commistioni fra doom e rock’n’roll.

TRACKLIST

  1. Master of Depression
  2. Coma Moonlight
  3. Queen of Suburbia
  4. Funeral Radio
  5. Sister Fire
  6. Ghost Train
  7. November Flames
  8. Hotel Paranoia
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