7.0
- Band: WITCHMASTER
- Durata: 00:29:49
- Disponibile dal: 10/04/2009
- Etichetta:
- Agonia Records
- Distributore: Masterpiece
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“Trücizna”, ovvero veleno. Veleno allo stato puro è quello che versano i polacchi Witchmaster nelle vostre orecchie, trenta minuti di thrash metal estremo suonato a livelli forsennati. Poche volte si sente il thrash metal raggiungere certe punte di violenza e di velocità, ma questo è un ‘regalo’ che gli anni ’90 hanno saputo dare alla musica metal in generale. Con un primo, sommario ascolto si rischia veramente di scartare questo album e catalogarlo come qualcosa di insipido e caotico. In realtà i Witchmaster sono un gruppo estremo fino al midollo, una di quelle band che dimoreranno in eterno nell’underground più remoto perché è così che vogliono. Qui rivive l’estremismo sonoro emerso dalle tenebre negli anni a cavallo tra il 1989 ed il 1992, anni in cui il thrash più sporco si mescolava al death metal più grezzo dando come risultato una musica davvero estrema, tale da essere diffusa solo tra pochi e ‘malati’ appassionati. Curioso è sentire quanto i Witchmaster riescano a marciare su tempi velocissimi e poi ricordarsi che quasi tutta la band fa parte o ha fatto parte in passato del gruppo black metal Profanum, una band che ha sempre fatto la lentezza e l’atmosfera il suo punto di forza, registrando persino uno splendido album senza che ci fosse un solo riff di chitarra. Evidentemente i ragazzi da teenager erano dei thrasher al 100% e ora hanno riscoperto il loro primo amore, quello che non si scorda mai. A pochi il nome di questa band dirà qualcosa, ad ogni modo “Trücizna” è il quarto studio album del gruppo che ritorna in pista dopo diversi anni di silenzio. Tutto questo per dimostrare la dedizione al metal estremo di un gruppo che non molla la presa. I Witchmaster ricordano un po’ i primi Kreator, con tanto di assoli di chitarra sparati a velocità folli senza la benché minima programmazione. Da headbanging pericoloso i tanti stop-and-go del gruppo, abile ad esibire alla perfezione il manuale del vero thrash grezzo e ‘no compromise’. Questi trenta minuti annichilenti si concludono come meglio non si potrebbe: con una versione velocissima della mitica “Troops Of Doom” dei Sepultura. Buona devastazione!
