7.0
- Band: WITCHSORROW
- Durata: 00:42:52
- Disponibile dal: 25/05/2018
- Etichetta:
- Candlelight
- Distributore: Audioglobe
Nella congrega di stregoni dediti alle più cupe sonorità provenienti dalla terra d’Albione, i Witchsorrow hanno ormai conquistato un posto di rilievo; tre lustri di attività sulla scia dei maestri, dai Black Sabbath ai Cathedral, e diversi elementi di vicinanza musicale con i loro sodali Electric Wizard, ma sempre con un taglio estremamente personale, che sa strizzare l’occhio anche a quelle band seminali che, negli anni d’oro della NWOBHM, hanno tenuta viva la sonnecchiante fiamma del doom. Questo nuovo “Hexenhammer” conferma la personale via al genere del trio di Farnborough, che evita in quasi tutti gli episodi l’ormai abusata formula del fuzz grasso e fatto con lo stampino a favore di una costruzione dei brani estremamente classica, così come ha un gusto retrò la struttura stessa dell’album. Abbiamo una intro, sotto forma di “Maleficus”, che mette subito in chiaro le ritmiche cadenzate e l’atmosfera sulfurea che permea il lavoro, subito seguita dalla epica title-track – impreziosita da un rallentamento degno della succitata band di Lee Dorrian – mentre nella parte centrale il disco assume una forma più trascinante e riff-oriented; segnaliamo in particolare “The Devil’s Throne” ed “Eternal”, quest’ultimo il brano che più facilmente si staglierà in testa già al primo ascolto, nonostante una durata non certo da singolo. È però proprio su questo brano, così riassuntivo del loro suono complessivo, che i Witchsorrow riprendono a muoversi in territori più ipnotici, tra echi della premiata ditta Iommi-Osbourne (“The Parish”) e la maggior acidità del brano finale (“Like Sisyphus”), perfetta per evocare una passeggiata senza meta nella brughiera; ove smarrirsi serenamente.
