6.5
- Band: WITCHTHROAT SERPENT
- Durata: 00:41:42
- Disponibile dal: 03/03/2023
- Etichetta:
- Heavy Psych Sounds
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Quarto disco per questa band francese dedita ad un genere facilmente intuibile anche solo guardando distrattamente la copertina. Anche una volta messo nel vostro lettore (o sul piatto, forse meglio) “Trove Of Oddities At The Devil’s Driveway”, l’impressione verrà confermata da un pachidermico, lento, marziale, drogato stoner/doom metal.
La musica degli occitani è fortemente influenzata da chi è venuto prima di loro: sebbene siano attivi da una decina abbondante d’anni, l’infatuazione per gli Electric Wizard è infatti ancora ben evidente tra i solchi di questo full-length. Non è per forza tutto un male, in quanto il disco ha un suo incedere sfizioso e un suo valore intrinseco, se non altro nella scelta di registrare tutto live e in analogico, cosa che permea il lavoro di una patina decisamente d’annata, e che fa chiudere un occhio su alcune soluzioni davvero sin troppo debitrici della band di Jus Oborn (dei momenti nella conclusiva “Mountain Temple in Bleakness” sono davvero sfacciati). I sei brani per poco meno di tre quarti d’ora di musica sono scritti benino, non manca qualche nota psichedelica e in alcuni passaggi sanno lasciare un segno del loro passaggio (i dieci minuti di “Multi-Dimensional Marvelous Throne” ne sono un esempio felice), però, al netto di un ascolto gradevole, il disco finisce per diventare un po’ troppo musica da sottofondo, non andando mai a superare le soglie dettate dal genere.
Non ci si allarga, non si tentano strade diverse da quelle che si conoscono, insomma; i francesi decidono di fare il loro compito senza troppo alzare il tiro né cercando di esprimere chissà che, cosa che dopo un po’ di ascolti mostra la corda. A conti fatti, possiamo quindi parlare dei Witchthroat Serpent come dei buoni esecutori di un materiale (e un immaginario) molto standardizzato, che non toglie – è vero – né aggiunge nulla a quanto ben fatto in precedenza da molti, moltissimi altri, e che potrà interessare davvero, probabilmente, solo agli amanti più sfrenati del genere. Mezzo punto in più, tuttavia, per l’esecuzione e il suono generale del disco.
