WITH THE END IN MIND – Tides Of Fire

Pubblicato il 24/06/2020 da
voto
8.0
  • Band: WITH THE END IN MIND
  • Durata: 00:47:26
  • Disponibile dal: 08/05/2020
  • Etichetta: Avantgarde Music
  • Distributore: Audioglobe

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With The End In Mind è una band americana proveniente da Olympia (Washington), dedita ad un black metal molto atmosferico e contaminato, nata nel 2010 come one-man band. Il polistrumentista e unico membro Alex Roland Freilich, che non si è di certo distinto per la propria prolificità, pubblicando solo due EP ed un full-length nei primi sei anni di attività, ha ora allargato la formazione a quattro nuovi elementi, introducendo, tra gli altri strumenti, sintetizzatori, percussioni, viola e violino; questo arricchimento (non solo numerico) e, probabilmente, anche l’esperienza maturata a livello di songwriting, pongono il nuovo lavoro “Tides Of Fire” ad un livello superiore rispetto all’album precedente, risalente al lontano 2016. La principale fonte di ispirazione è il rapporto tra l’uomo e la natura che lo circonda, sicuramente influenzato dalla provenienza geografica della band, un lembo di terra sul Pacifico, tra Stati Uniti e Canada, dove i paesaggi sono maestosi ed imponenti. In particolare, le riflessioni da cui sono partite le idee per comporre questo album sono nate dagli incendi che negli anni passati hanno bruciato la costa Ovest, visti con l’occhio dell’essere umano che si ritrova ad affrontare forze di una grandezza inimmaginabile. I With The End In Mind riescono a mettere in musica tutto ciò con una nitidezza spaventosa: l’album è composto da soli tre pezzi (in realtà due effettivi, poichè uno è uno spoken word abbastanza sui generis), per tre quarti d’ora abbondanti di durata. L’opener “Set The Cavernous Soul Alight” è introdotta da alcuni versi sussurrati che settano da subito le atmosfere e il mood di ciò che seguirà; il brano poi si sviluppa, articolato e con molti cambi di umore, tra delicati momenti folk, rallentamenti doom e voci femminili, ma soprattutto esplosioni di una violenza cruda e ferale, come nella migliore tradizione del cascadian black metal, genere entro il quale quest’album sembra ricadere. Anche “Returning, Reclaiming”, pezzo di chiusura, ha un andamento simile: un’introduzione acustica, che può ricordare i primi Opeth, deflagra in un black primitivo, in alternanza con momenti post-rock, drone e addirittura qualche sprazzo di psichedelia. L’effetto complessivo è quello di un approccio simile ai Wolves In The Throne Room, in cui però le atmosfere per così dire leggere prevalgono su quelle estreme. Curioso, ma perfettamente integrato, l’intermezzo parlato inserito fra i due pezzi più lunghi: “May The Name Of Truth Be Fire” è una riflessione apocalittica, quasi una profezia, sulla provvisorietà dell’essere umano in questo mondo, che ci fa capire chiaramente a cosa si riferisce la parola “End” contenuta nel nome del gruppo, e può ricordare i lunghi monologhi di alcuni gruppi prog anni ’70 (soprattutto italiani) sulla futilità del progresso. Una produzione cristallina e curata amplifica l’urgenza di un messaggio chiaro ed attuale come non mai, poetico nella forma e diretto nella sostanza.

TRACKLIST

  1. Set The Cavernous Soul Alight
  2. May The Name Of Truth Be Fire
  3. Returning, Reclaiming
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