WITHERFALL – A Prelude To Sorrow

Pubblicato il 06/11/2018 da
voto
9.0
  • Band: WITHERFALL
  • Durata: 00:58:16
  • Disponibile dal: 02/11/2018
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Sony

Nonostante lo scetticismo di una determinata nicchia di ascoltatori, sarebbe piuttosto difficile non riconoscere che ogni anno il panorama metal mondiale permetta ancora di deliziarsi con un numero alquanto corposo di uscite discografiche di indiscutibile qualità, a prescindere da quale sia il filone di riferimento degli artisti in questione. Tuttavia, non sono poi molti i nuovi prodotti in grado di scuotere letteralmente la struttura stessa del genere, grazie a un livello di ispirazione compositiva ed esecutiva decisamente sopra la media, con numerose idee interessanti al fine di imporre le proprie idee di contaminazione con cui tentare di gettare nuove basi per quello che sarà il metallo del futuro. Il bellissimo “Nocturnes and Requiems” ad opera degli americani Witherfall, composto precedentemente e divenuto disponibile sul mercato lo scorso anno grazie all’interesse di Century Media, è arrivato letteralmente a stregarci, riuscendo a combinare delle atmosfere oscure e riflessive con degli stilemi tipicamente di matrice heavy/power, con in più una componente progressive molto marcata e ben identificabile volta a porre l’opera in questione su un piano già di per sé piuttosto difficile da identificare; il fatto poi che si tratti di un esordio rende il tutto ancora più incredibile.
Chi ha seguito un po’ la storia del progetto saprà della prematura scomparsa del talentuoso batterista Adam Paul Sagan, venuto a mancare per motivi di salute diversi mesi prima dell’uscita del disco; ebbene, è proprio su questo episodio che si gettano le fondamenta del secondo full-length intitolato “A Prelude To Sorrow”, il cui titolo è anch’esso una sorta di riferimento alle iniziali del suo nome scritto per esteso. Si tratta sin dai primi momenti di un lavoro ancora più malinconico del precedente, in cui si può avvertire il dolore per la scomparsa di qualcuno che era prima di tutto un amico, oltre che un compagno di band, il che diventa ancora più evidente nel momento in cui si inizia a percepire l’immenso cuore che è stato riposto in ogni singola composizione e, di conseguenza, in ogni linea vocale o di chitarra ad opera di due delle menti dietro al progetto, ovvero Joseph Michael e Jake Dreyer.
Sarebbe nuovamente superfluo analizzare ogni singolo brano della tracklist come spesso tendiamo a fare, preferendo in questo caso fare un’analisi generale di quello che, per chi vi scrive, non si può etichettare solo come un album musicale, ma quasi come una vera e propria opera moderna in cui un pennello di purissimo acciaio dipinge marcate linee di nero su uno sfondo dal colore della notte, sfumando alla perfezione ogni linea e ogni riempimento per dare vita a qualcosa che vuole toccare l’ascoltatore nel profondo, riuscendo a commuoverlo e, nel contempo, a infiammarsi l’ugola e a rompersi l’osso del collo a forza di headbanging. Musicalmente, infatti, questo “A Prelude To Sorrow” prende ciò che è stato fatto nel predecessore, rendendo però il tutto più maturo grazie a un sound e delle atmosfere ancora più lugubri ed evocative, in cui i riferimenti a realtà come Nevermore e Sanctuary (nei quali ricordiamo il recente ingresso dello stesso Joseph Michael dietro al microfono) si sprecano, arricchiti da numerosi elementi di stampo doom in stile Candlemass e persino richiami al black metal, come si può notare ad esempio nella drammatica “Moment Of Silence”. Tutto ciò senza dimenticare, come ci ricordano anche le due lunghe suite “We Are Nothing” e “Vintage”, che il genere predominante dei Witherfall rimane comunque l’heavy/power metal a tinte progressive, grazie al quale possiamo affermare che la militanza del sopracitato Jake Dreyer nei leggendari Iced Earth ha dato decisamente i suoi frutti; chitarristicamente siamo infatti su livelli quasi inaspettati, con un Jake e il suo socio Fili Bibiano impegnati a macinare ritmiche a sette corde, fornendo tuttavia la miglior prova nelle fasi soliste, in cui la vena neoclassica prende il sopravvento tra sfuriate e fraseggi suggestivi e ispirati; persino le fasi acustiche, elemento cardine delle numerose ballad presenti, appaiono curate nei minimi dettagli in modo da non sfociare mai nel banale o nel mestierante.
Per quanto riguarda il comparto vocale dobbiamo assolutamente fare un applauso a Joseph per la sua magistrale interpretazione, in grado di risultare fomentante e nel contempo toccante in base al momento, anche grazie a una versatilità davvero degna di nota. Allo stesso modo, anche il bassista Anthony Crawford, seppur leggermente meno in evidenza rispetto ai suoi compagni, fornisce un’ottima prova, così come il mitico Steve Bolognese dietro alle pelli che, nonostante il gravoso compito di sostituire il suo compianto e apprezzato predecessore, dimostra nuovamente di essere davvero un professionista coi controfiocchi, anche se avevamo ben pochi dubbi in merito, soprattutto considerando la sua lodevole partecipazione a numerosi progetti ad alto contenuto metallico, tra cui la band solista di Ross The Boss.
Giunti a questo punto, qualcuno di voi starà pensando che ci siamo dilungati un po’ troppo in questa recensione, eppure sono esattamente le parole che abbiamo ritenuto opportune per esprimere al meglio il nostro entusiasmo e la nostra commozione al pensiero di avere per le mani un album che, al pari di pochi altri, è riuscito a farci piangere ed esaltare allo stesso tempo, permettendoci di dipingere un quadro in cui molte emozioni differenti si stringono in un abbraccio, confermandoci inoltre per l’ennesima volta che il livello artistico del metal è assolutamente vivo e scintillante. Risulta forse un po’ difficile catalogare la proposta dei Witherfall in un filone predefinito, ma a parer nostro è anche questa la sua forza, che ci spinge a consigliarne l’ascolto pressoché a qualunque metallaro e amante della musica in generale.
Appuntamento tra meno di due mesi per la classifica dei migliori dischi dell’anno; facilmente, giunti a novembre, crediamo di aver trovato la prima posizione.

TRACKLIST

  1. A Prelude To Sorrow
  2. We Are Nothing
  3. Moment Of Silence
  4. Communion Of The Wicked
  5. Maridian’s Visitation
  6. Shadows
  7. Ode To Despair
  8. The Call
  9. Vintage
  10. Epilogue
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