7.0
- Band: WOLFBRIGADE
- Durata: 00:35:00
- Disponibile dal: /12/2008
- Etichetta:
- La Familia
Crust, punk, hardcore, death’n’roll e di nuovo crust: ecco le magiche parole per poter inquadrare il nuovo lavoro dei Wolfbrigade. Gli svedesi, assieme ai Victims e ai Disfear, sono da tempo la punta di diamante della scena crust/d-beat scandinava: lo erano anni fa come Wolfpack e lo sono tutt’ora con questo nuovo monicker, cambiato perchè identico a quello di una gang nazista locale. Il cambio di nome, avvenuto ormai circa otto anni fa, non ha ovviamente portato i nostri a cambiare stile: in questo nuovo “Comalive” e nei lavori a esso immediatamente precedenti, il quintetto ha infatti sempre palesato al 100% il suo grandissimo amore per le sonorità di mostri sacri del genere come Amebix, Anti Cimex e His Hero Is Gone, facendo in modo di non risultare una pura e semplice copia grazie al più o meno costante utilizzo di partiture ora più rocciose (ispirate agli Entombed di album come “Uprising”), ora più melodiche e dinamiche, che ogni tanto guardano persino a certo classic metal. Con oltre una dozzina di anni di carriera alle spalle, sempre votata al solito sound, sarebbe stupido aspettarsi dai Wolfbrigade qualcosa di radicalmente diverso. Godiamoci quindi questo “Comalive” senza farci troppe domande: il gruppo è esperto, tratta la materia con indubbia autorità e, almeno per ora, non sembra essere troppo a corto di ispirazione in termini di soluzioni chitarristiche. Intendiamoci, le ritmiche sono sempre uguali, ma, un po’ come fatto dai Disfear nel loro ultimo lavoro, qui viene dato un certo peso alla melodia e ai lead di chitarra, che in un pezzo come “Skulls Of Doom” omaggiano addirittura i Maiden. Nei limiti del possibile, visto il genere suonato, la band cerca insomma di conferire a ogni traccia una certa identità, mantenendo però sempre un impatto spaccaossa. Non sempre vi riesce, ma lo sforzo è comunque da premiare. Anche perchè si tratta comunque di un tentativo di evoluzione totalmente spontaneo: di sicuro i fan più accaniti della formazione non avrebbero problemi a sciropparsi un ennesimo platter all’insegna del più puro crust!
