7.5
- Band: WOLFBRIGADE
- Durata: 00:30:00
- Disponibile dal: 24/04/2012
- Etichetta:
- Southern Lord
- Distributore: Goodfellas
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Cominciata nei primi anni ’90 nei più lerci bassifondi svedesi, la carriera dei leggendari Wolfbrigade (un tempo Wolfpack) si è snodata tra la tradizione punk degli esordi e successive strizzatine d’occhio a quel metal estremo che ha sempre trovato terreno fertile nel loro paese, pur senza mai perdere di vista la matrice originaria del sound. A un anno dalla firma con la Southern Lord, ecco “Damned”, un disco sospeso tra un crust-hardcore dal forte sapore vecchia scuola e più corpose vibrazioni metal, a metà strada tra disordine e raziocinio. Quella dei dodici brani che compongono l’opera è un’oscillazione continua tra questi due poli, sotto il profilo del lavoro di chitarra e non solo: anche il mood, l’attitudine dei pezzi sembra viaggiare sugli stessi binari, con un atteggiamento più sguaiato, a tratti persino sornione, nelle scarrozzate in d-beat e un’indole più lugubre negli episodi maggiormente controllati e pesanti, i quali comunque non sfociano mai in vere e proprie partiture death metal. In questo altalenante serpeggiare si fanno apprezzare in particolare la caustica opener “Feed The Flames” – dall’attacco sferragliante e dal finale ultra catchy – e “Ride The Steel”, che in sei minuti (praticamente un record per il gruppo!) concentra alla perfezione trame ignoranti di ascendenza crust, break arpeggiati e ripartenze epiche. Merita infine una citazione anche “From Beyond”, ispiratissima nel suo incedere incalzante e prodigiosa nell’omaggiare i Dissection nel melodico stacco centrale. Questo continuo allentarsi e irrigidirsi della tensione, in tracce che apparentemente lineari si fanno via via un poco più tortuose, è ciò che rende speciale “Damned”. Nel caso fosse stata coinvolgente come al solito, non avremmo avuto problemi ad accogliere una ennesima frustata d-beat vecchio stampo, dalle ritmiche invariabili e dall’atmosfera rissosa, ma dobbiamo ammettere che questa lieve raffinazione – peraltro già avviata sul precedente “Comalive” – ha giovato tantissimo alla longevità e alla digeribilità dell’operato della band. I Wolfbrigade sono riusciti nell’impresa di proporre qualcosina di nuovo senza snaturarsi affatto, tanto che “Damned” potrebbe presto rivelarsi il loro album di maggior successo: la sua spontaneità e il suo impatto rassicureranno i fan della prima ora, mentre il suo leggero istrionismo di fondo lo renderà accessibile anche ai non “esperti”.
