WOLFCHANT – Omega: Bestia

Pubblicato il 14/04/2021 da
voto
5.5
  • Band: WOLFCHANT
  • Durata: 00:39:11
  • Disponibile dal: 09/04/2011
  • Etichetta:
  • Reaper Entertainment
  • Distributore: Audioglobe

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Per i tedeschi Wolfchant sembrano sempre più lontani i fasti di “A Pagan Storm”, lavoro che nel 2007 li posizionò come una delle band più interessanti nell’ambito del pagan metal a tinte folk. Da alcuni album a questa parte, infatti, la band sembra aver perso una precisa identità, e questo “Omega: Bestia” lo conferma. Ci troviamo davanti a un disco che non riesce a trovare la giusta quadra, in costante disequilibrio tra un power a tinte heavy sporcato da elementi che sembrano provenire a volte dal passato folk, a volte da certo metal sinfonico, a volte dal melodeath più recente. La band, in via promozionale, si colloca in un segmento definito ‘epic pagan death metal’ – portando immediatamente ad accostamenti con i conterranei Suidakra o con realtà discendenti dagli Amon Amarth. Ma in realtà non è del tutto così. Il risultato, infatti, è un lavoro caotico, punteggiato da momenti piacevoli, con trovate compositive molto interessanti, ma mai in grado di coinvolgere davvero. Il motivo è evidentemente nell’eccessiva ricerca di un sound variegato, composito, sempre cangiante: questo, però, genera in “Omega: Bestia” una sorta di effetto-pasticcio, dove è presente troppa carne al fuoco, suscitando un effetto disorientante. È assente un impianto compositivo organico e coerente: per tutta la durata del full-length ci si ritrova tra una sovrabbondanza di riff e atmosfere che durano pochi attimi per poi lasciare il posto ad altro, in un’ammucchiata di scelte melodiche che non riescono a permanere mai nella memoria di chi ascolta.
Spiazzante è senza dubbio il fatto che, presi singolarmente, molti frangenti del disco sono del tutto validi, soprattutto grazie all’esecuzione strumentale impeccabile. Questo lascia un senso di amarezza, perché significa che i Wolfchant avrebbero tutte le carte in regola per produrre del materiale davvero valido, ma è tangibile una sorta di foga compositiva: ogni canzone sembra nascere da idee luminose, per poi essere assoggettata a una forzatura, con arrangiamenti disordinati (che nulla hanno a che fare con eventuali tendenze prog, sia chiaro). Insomma: ‘troppo’ è la parola che più di tutte può sintetizzare questo nuovo tentativo dei Wolfchant.
Nonostante la succitata perizia tecnica, nonostante l’ottima produzione, nonostante le tante idee (‘troppe’, appunto), nulla di questo “Omega: Bestia” può essere definito realisticamente degno di nota. Bisogna segnalare, inoltre, che a intoppare ulteriormente il flusso musicale è anche la prestazione del cantante Nortwin, a cui vengono affidate le clean vocals: il timbro e lo stile del vocalist, senz’altro perfetto in contesti come il viking o il folk metal, non si sposa assolutamente con questo genere (o meglio: questi generi), risultando fuori luogo e indebolendo i momenti melodici potenzialmente più validi.
Dunque un disco che, in linea di massima, non può essere derubricato certamente a mera paccottiglia, ma che comunque soffre troppo dell’assenza totale di un focus estetico ben preciso. Non è certo necessario restringere in catalogazioni di genere tutta la musica – anzi, spesso questo è un meccanismo che finisce per ridurre le espressioni artistiche di molte band – ma se la libertà compositiva finisce per creare un album così frastagliato e disorganico significa che qualcosa è andato storto.

TRACKLIST

  1. Omega: Bestia
  2. Komet
  3. Into Eternal Darkness
  4. Im Zeichen Des Tiers
  5. Der Geist Und Die Dunkelheit
  6. Bestie
  7. Jäger Der Nacht
  8. Out In The Dark
  9. The Flame
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