WOLFSKULL – Midnite Masters

Pubblicato il 24/07/2025 da
voto
7.0
  • Band: WOLFSKULL
  • Durata: 00:40:41
  • Disponibile dal: 25/07/2025
  • Etichetta:
  • Metalapolis Records

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Puntano in alto i tedeschi Wolfskull, ma lo fanno in maniera totalmente opposta alla maggior parte dei gruppi metal: invece di proporre qualcosa di tecnicamente complesso, intricato e impegnativo all’ascolto, ricercano invece una musica semplice, orecchiabile e adatta a più di un palato; si potrebbe azzardare a definirla ambiziosa negli obiettivi commerciali più che negli intenti artistici.
Ma si sa che un pezzo breve, dalla struttura semplice ma di grande presa, è più difficile da scrivere di una lunga suite dai mille riff e cambi di tempo, e quindi la via scelta dai musicisti di Essen è ben più impervia di quanto si possa immaginare di primo acchito. Una sorta di via di mezzo tra le star danesi Volbeat e i goticoni americani Unto Others; andando indietro nel tempo è poi possibile riconoscere reminescenze di molti altri gruppi del panorama gothic rock mondiale, dai The Cult a Danzig – questa in sostanza la cifra stilistica di “Midnite Masters”, a cui però manca un po’ della perizia tecnica dei Volbeat, della freschezza degli Unto Others, della personalità dei The Cult o dell’anima passionale blues rock dell’ex Misfits.

La voce di Pete 9 è di chiara derivazione post-punk (perfino un po’ forzata in alcuni casi nel voler citare gli esponenti storici del genere), le chitarre del fondatore Feratu e del nuovo innesto Mike Nero sono spesso di una semplicità disarmante, la sezione ritmica, composta da Drop D al basso e Styx alla batteria, è sempre al completo servizio delle canzoni; l’insieme è comunque ben amalgamato, assolutamente coerente e senza particolari sbavature.
Si parte bene con la title-track “Midnite Masters” che mescola con successo tiro, melanconia e immediatezza e si prosegue con un altro paio di pezzi sullo stesso tenore, prima di imbattersi nell’immancabile lento, “Destyna”, comunque discreto, e in un vero e proprio tormentone, “Jaguerette”, martellante e lezioso ma che senz’altro raggiunge il suo scopo. Curiosamente, troviamo poi a metà disco un breve strumentale tra Pink Floyd e Ennio Morricone, ben riuscito ma leggermente fuori contesto.
Nella seconda parte l’ispirazione sembra invece calare, e anche stilisticamente l’album si riavvicina al debutto di due anni e mezzo fa intitolato “Ave Goddess”; debutto buono ma meno ficcante e incisivo: fa un po’ strano questo lieve stacco fra le due sezioni, quasi che i tedeschi avessero deciso di cambiare le coordinate stilistiche in corso d’opera.

I Wolfskull sembrano infatti con la prima parte di questo nuovo “Midnite Masters” voler andare più dritti al sodo, togliendo tutti i fronzoli, sfoltendo le strutture, cercando l’orecchiabilità a ogni costo, passando quindi da un metal venato di rock a un gothic rock irrobustito dal metal, simile peraltro anche al primo disco “Nordic Gothic” del supergruppo finnico-svedese Cemetery Skyline, uscito appena l’anno scorso: certo i Wolfskull non hanno la stessa classe da musicisti navigati, ma nemmeno sfigurano nel confronto.
Le canzoni tendono un po’ a scivolare via e dopo qualche ascolto l’attenzione va scemando, ma le doti di songwriting ‘da classifica’ ci sono, l’album diverte ed è giusto premiare il gruppo di Essen per il coraggio di averci provato, a prescindere dal successo commerciale che ancora non è arrivato e che non si sa se mai arriverà in futuro.
Di certo non unici, ma comunque riconoscibili e memorizzabili nel vasto panorama musicale odierno, e scusate se è poco.

TRACKLIST

  1. Midnight Masters
  2. Son Of Light
  3. Holler In The Hollow
  4. Destyna
  5. Jaguerette
  6. Call Of The Wayward Ones
  7. Mustang Baby
  8. Netherworld In Flames
  9. (I Wish It Could Be) Night All Day
  10. Tyger Of Faith
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