WOLVHAMMER – The Monuments of Ash & Bone

Pubblicato il 01/07/2018 da
voto
7.5
  • Band: WOLVHAMMER
  • Durata: 00:41:09
  • Disponibile dal: 04/05/2018
  • Etichetta: Blood Music
  • Distributore:

Tra i cosiddetti prime mover dell’ibrido sludge/black metal oggi diffusissimo negli Stati Uniti, i Wolvhammer si riaffacciano sul mercato con un’opera che non tarderà a far parlare di sé nei circuiti underground più ostili e contaminati. “The Monuments of Ash & Bone” stempera infatti i toni rispetto ai fortunati “Clawing into Black Sun” e “The Obsidian Plans”, compie un passo a lato anziché avanti in termini di ricerca sonora e decide di vestire i panni del lavoro ‘in sordina’; una sordina che però ha il sapore della piena maturità e consapevolezza. E’ tra questi solchi infatti che la musica della band nordamericana, cresciuta tanto con il mito di Eyehategod e Darkthrone quanto con una forte suggestione verso le correnti crust hardcore, dark wave e post punk, celebra il suo equilibrio definitivo, incanalandosi in un pugno di brani messi perfettamente a fuoco nel loro fluire apocalittico e nero come la pece. Chi insomma sperava che gli ultimi tour di spalla a Revenge, Taake e 1349 potessero rappresentare l’inizio di una svolta del tutto ‘no compromise’ resterà deluso: pur non lesinando in crudezza e negatività, i sette episodi della tracklist affondano le radici in un songwriting dall’indole controllata, in cui anche le parti più barbare esibiscono puntualmente sviluppi chiari e attenti giochi di stratificazione, smussando l’irruenza tipica del genere in favore di una spiccata profondità a livello di arrangiamenti. Quando poi i Nostri spalancano le porte all’atmosfera, come nel finale di “Call Me Death” o nella mesta “Solace Eclipsed”, la sensazione di essere alle prese con un gran disco diventa certezza, complici le sentitissime vocals pulite del frontman Adam Clemans, le sottili punteggiature di synth e l’eleganza ricoperta marciume espressa dal guitar work di Jeff Wilson, tra i più attenti custodi di questo suono sospeso tra fango e gelo, pesantezza e melodia, le cui sorti passano inevitabilmente anche da opere curate e magnetiche come “The Monuments…”. Un piccolo grande ritorno.

TRACKLIST

  1. Eternal Rotting Misery
  2. Call Me Death
  3. Law of the Rope
  4. Bathed in Moonblood and Wolflight The Failure King
  5. Dead Rat Rotting Raven
  6. Solace Eclipsed
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