7.5
- Band: WOODS OF DESOLATION
- Durata: 00:34:43
- Disponibile dal: 14/02/2014
- Etichetta:
- Northern Silence Prod.
- Distributore: Masterpiece
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Con “As The Stars” Woods Of Desolation diventa un vero e proprio progetto solista esclusivamente gestito dal misterioso chitarrista D.. L’atteso successore di “Torn Beyond Reason” è stato confezionato con l’aiuto di alcuni session per la sezione ritmica e le linee vocali e si presenta come un disco più spoglio e diretto rispetto al suo sorprendente predecessore. La carica malinconica tipica del progetto viene espressa ora tramite un black metal sì che risulta sì sempre venato di post rock, ma che svela col passare dei minuti un’impostazione piuttosto cruda, dove grandi soluzioni tastieristiche, interventi di clean vocals ed eccessivi abbellimenti o sovrastrutture sono stati sostanzialmente banditi. D. è al comando e la chitarra è l’unica vera protagonista di questi sette brevi brani; brani che, senza venire meno a quel particolare gusto melodico sviluppato nei capitoli precedenti, oggi tutto sommato sembrano ricordare più i Lantlos che i primi Alcest – formazione che un tempo era invece fra le prime ad essere chiamata in causa per descrivere questa realtà australiana. La tavolozza di Woods Of Desolation è insomma divenuta un po’ meno variopinta nei tre anni trascorsi dall’uscita di “Torn…”, ma il Nostro, come accennato, non ha comunque accantonato quella vena nostalgica che ha fatto la sua fortuna in tempi recenti. Episodi come “Like Falling Leaves” o “And If All The Stars Faded Away” suonano ruvidi e toccanti al tempo stesso, nel loro miscelare poesia e urla strazianti, ma lo stesso si può dire di un pezzo strumentale come “”, sobrio e mai pretenzioso, quasi “katatonico” nell’incedere. “As The Stars” ha poi il gran pregio di essere conciso: in trentacinque minuti si giunge al termine dell’ascolto, quando ancora la fame e la voglia di ascoltare sono tutt’altro che in calo. Capita perciò spesso che si decida di replicare immediatamente, andando a scoprire nuovi dettagli o a riassaporare certi passaggi. Non sarà roboante come “Torn Beyond Reason”, tuttavia questa nuova opera si configura indubbiamente come una nuova dimostrazione della maturità acquisita dal progetto australiano.
