WOODS OF DESOLATION – The Falling Tide

Pubblicato il 06/12/2022 da
voto
8.0
  • Band: WOODS OF DESOLATION
  • Durata: 00:36:23
  • Disponibile dal: 09/12/2022
  • Etichetta:
  • Season Of Mist

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Uno dei progetti più amati e seguiti nell’ambito del black metal atmosferico di nuova generazione (dietro al quale si cela l’australiano polistrumentista D.) giunge al quarto album, confermandosi come una realtà imprescindibile tra gli amanti del genere – e, forse, non solo. “The Falling Tide” dei Woods Of Desolation è un piccolo gioiello che sintetizza anni di ricerca (l’esordio, folgorante, della one-man-band risale al 2008), dando vita a un’idea di black metal compiuta e ormai radicalmente canonica: nostalgia e rabbia, disperazione e stasi emozionale, il tutto amalgamato in un ormai tipico muro di chitarre che soffocano la sezione ritmica, generando un gorgo musicale intenso, profondo, nero, spietatamente malinconico.
Per chi conosce già i Woods Of Desolation ci si ritroverà davanti a un disco che innalza tutte le qualità dei precedenti – stavolta giocando su una durata breve del lotto, con una produzione più nitida e, addirittura, fresca, puntando sulla compattezza nella sequenza di canzoni, le quali sembrano capitoli di un racconto dalle tinte gelide e tristissimo. Un songwriting più quadrato, con composizioni lineari, alle quali si aggiunge una nuova espressività nelle linee vocali e una costante ricerca di riff e melodie dal mood drammatico. “The Falling Tide” è, insomma, un album teso, denso, meno riflessivo e dilatato, favorendo un impatto dirompente di un’onda sonora inquieta, in un sistema emotivo di perenne infelicità feroce.
Per chi dovesse incontrare per la prima volta questo progetto, “The Falling Tide” è un perfetto biglietto da visita per comprendere la musica di questa realtà australiana: poco più di mezz’ora di intensissimo black metal atmosferico, con riferimenti disparati – dal post-rock al black melodico svedese; dal math-rock al blackgaze; dai Deafheaven ai Naglfar, dagli Alcest ai Novembre, dagli Agalloch agli Ulver, dagli Harakiri For The Sky ai Sacramentum. Nei Woods Of Desolation risiede una sorta di idea primigenia di questo genere, e basterà ascoltare i primi due brani di questo “The Falling Tide” per rendersi conto che si ha a che fare con della musica dettata da una seria e profonda ricerca artistica – tanto da potersi far apprezzare a prescindere dal circostanziale gusto personale.
Anche con questo album, D. ha creato un mondo musicale (e, a suo modo, sensoriale) nel quale è bello rimanere, immersi in un gelo caldo, desolante, eppure capace di riempire di luce certi abissi interiori.

TRACKLIST

  1. Far from Here
  2. Beneath A Sea Of Stars
  3. Illumination
  4. The Falling Tide
  5. The Passing...
  6. Anew
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